La collettiva fotografica Crazy Sexy Hollywood è tra le iniziative parallele alla mostra sul nudo attualmente alla Gam di Bologna. La mostra quindi tratta il nudo fotografico, con un taglio particolare. Quella di Mondo Bizzarro, infatti, è una realtà del circuito nazionale, in qualità di spazio espositivo di “genere”, interessato più che altro ad un immaginario ad alto tasso di provocazione, sia esso grottesco, porno o fetish.
Per l’occasione la galleria bolognese propone sei fotografi provenienti da Los Angeles in particolare. Mostrando un immaginario limitrofo al mainstream, i sei fotografi sono accomunati dall’ostentazione del gusto decadente della società hollywoodiana, vista nei suoi aspetti borderline. Tuttavia l’esposizione non mostra una totale coerenza di fondo. Infatti, rispetto agli altri fotografi in mostra, sembrano solo parzialmente in tema le belle immagini in bianco e nero di Estevan Oriol, lontane anche da un’appartenenza effettiva allo stesso tema del nudo, cui l’iniziativa si dovrebbe collegare. Un discorso non dissimile si può fare per le immagini di Rick Castro, che richiamano la scena fetish omosessuale di L.A., non molto vicine all’erotismo patinato dei restanti quattro fotografi.
Più omogenee tra loro sono le foto di Carlos Batts, Dave Naz e Patrick Hoelk. I primi due fanno capo ad un erotismo da Playboy, più legato allo sfrontato ambiente hip-hop in Batts, più patinato in Naz; mentre nel caso di Hoelk assistiamo ai lavori più interessanti della serie: sebbene le foto siano accomunate da una certa banalità nella scelta delle pose, la luce con flash sparato centralmente, la poca cura per il trucco, la lingerie tutta uguale e di basso costo delle modelle, conferiscono al lavoro un’originalità che prende distanza dalle provocazioni lussureggianti un po’ scontate degli altri fotografi.
Più vicino al lavoro di Batts e Naz è quello di Steve Diet Goedde, anche se in lui è presente l’accento sul fascino grottesco delle modelle. In questo caso manca una certa continuità all’interno degli stessi lavori proposti, forse troppo disomogenei tra loro. Interessanti però le due Porcelain Twinz, quasi delle visioni erotizzati delle famose gemelle di Diane Arbus.
edo grandinetti
mostra visitata il 22 aprile 2004
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