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Fino al 30.VI.2002 | Otto di Segno – lavori su carta di artisti austriaci | Bologna, Villa delle Rose

di - 20 Maggio 2002

Nelle sale bianche di Villa delle Rose sono posti i disegni degli otto artisti scelti per rappresentare con la tecnica del di-segno, ma anche dell’acquerello, del carboncino e dell’inchiostro, una candida creatività minimale. Un colore fresco che è già il supporto per un segno che ha radici espressioniste, come alcune figure spezzate di Schiele o certi interni di Klimt che qui vediamo trasformati e spogliati dalla decorazione secessionista. Una delle prime sale ospita probabilmente il più interessante fra gli otto, Klaus Stephan, che con la serie di Untitled presenta una visione di interni molto intimi, nei quali il tratto a matita è mescolato a poche tracce di pittura elegante che ricorda i disegni poetici di Wols. Ambienti abbozzati con serie di grigi e leggeri ocra, persone e oggetti silenziosi, il segno in certi punti più forte e incisivo. Interessante anche Get Lost, l’installazione-di-segni che Christian Schwarzwald organizza sulla parete ricreando un ambiente nuovo quasi che il lavoro dell’artista dovessero adattare e non adattarsi al luogo. Stephen Mathewson compone un’opera fatta da 36 fogli che nell’insieme offrono una resa dinamica, costruita da un segno forte, una linea lavorata verticalmente, diametralmente opposta alla linea ondulata e fatta di continue spirali che ritornano su se stesse di Elmar Trenkwalder, artista il cui segno scultoreo sembra quasi stia cercando qualcosa, come se la continua rielaborazione dovesse formare un soggetto nascosto nella superficie. Ancora diversa Ulrike Lienbacher, frammenti di corpi incompleti su carta pesante, come i due lavori affiancati che si arricciano verso l’alto per staccarsi dal muro e trasformarsi in altro materiale. Nell’esposizione vi è anche una ricerca di tipo materico, di supporto. La carta cambia e si ispessisce nascendo da un lavoro artigianale, come per Gunter Damisch, la cui poetica è molto vicina al Pollock delle pitture nere oppure al modulo di Capogrossi. Completamente diverso è il lavoro Circus di Norbert Trummer, colorato come i comics, tante bande che si srotolano davanti a noi raccontando una storia. Il tratto fine e quasi insicuro di Michael Ziegler porta l’attenzione su temi erotici sussurrati senza scandalo di persone nude disegnate su carta dal formato irregolare.
L’uso quasi esclusivo del disegno e l’apparente non finito dei lavori conferiscono un’eleganza che potrebbe costituire una categoria a parte delle arti visive, distante dal bozzetto e dallo schizzo, un dialogo tra segno e supporto.

link correlati
galleriadartemoderna.bo.it

Erika Eccher
mostra visitata il 15 maggio 2002


Otto di Segno
Bologna, Villa delle Rose, Via Saragozza 228/230
Ingresso: Euro 2
Orari mart/dom. 15:00/19:00. Chiuso il lunedì.
Catalogo: Edizioni Galerie im Traklhaus di Salisburgo
Per informazioni: Galleria d’Arte Moderna Bologna
Tel: 0515028590 E-Mail: ufficiostampagam@comune.bologna.it


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