Categorie: Personaggi

Vincenzo Trione è il nuovo Presidente della Triennale Milano. Le prime dichiarazioni

di - 4 Giugno 2026

Dopo settimane di indiscrezioni, è arrivata l’ufficialità: il Consiglio di Amministrazione della Triennale Milano, riunitosi nel pomeriggio di oggi, 4 giugno, ha nominato Vincenzo Trione nuovo presidente dell’istituzione, raccogliendo il testimone di Stefano Boeri al termine di un mandato durato otto anni. Storico e critico d’arte, curatore e docente universitario, Trione guiderà una delle principali istituzioni culturali italiane in una fase significativa, tra il consolidamento della vocazione internazionale e le sfide legate al rapporto tra arti visive, design, architettura e trasformazioni contemporanee.

Le prime dichiarazione di Vincenzo Trione come Presidente della Triennale

«Metterò insieme quello che già conosco della Triennale con una fase di studio e di ascolto. Credo sia importante prendersi almeno un mese per comprendere a fondo questa macchina unica e complessa, diversa da altre istituzioni», ha dichiarato Trione ai giornalisti, riuniti nello Spazio Cuore della Triennale. «La Triennale è un organismo sempre vivo, una centrale elettrica costantemente in movimento. Ha caratteristiche peculiari che vanno ulteriormente valorizzate nel segno della continuità e del rispetto per quanto è stato fatto. La presidenza di Stefano Boeri ha avuto un ruolo rilevante e bisogna farne tesoro», ha continuato Trione.

«Ci prenderemo tutto il tempo necessario per avere una visione più completa dell’istituzione, senza dimenticare la specificità della grande Esposizione Internazionale e la sua capacità di affrontare i temi della contemporaneità. Ma la Triennale è anche archivio, centro studi, rivista Lotus, attività espositive temporanee: è un mondo unico e bisogna capire come costruire la squadra migliore. È un unico dispositivo attraverso cui si possono realizzare molte cose diverse». Sul ruolo dell’architetto Michele De Lucchi Trione ha poi confermato «Che avrà un ruolo decisivo».

Sui piani futuri, Trione ancora non si sbilancia ma «Ci sarà certamente spazio per l’arte contemporanea. In fondo la Triennale rappresenta la coscienza del progetto: il suo focus centrale resta architettura e design, ma l’idea è mettere queste discipline in dialogo con l’arte contemporanea, la musica, le scienze e le tecnologie. La Triennale è un luogo poroso, un laboratorio di linguaggi contemporanei».

Vincenzo Trione: una presidenza visionaria?

«Mi pongo due obiettivi: essere serio e visionario. Vorrei che la Triennale fosse un po’ come un parafulmine: salda al suolo ma capace di guardare al cielo. Da una parte c’è il rispetto per la sua storia e la sua tradizione, dall’altra la necessità di rafforzarne il ruolo all’interno del sistema internazionale. Credo però che oggi ci si attenda anche uno slancio visionario. La Triennale ha un rapporto speciale con la città. Il giardino che confina con Parco Sempione la rende uno spazio senza intercapedini: non si va a cercare la Triennale, ci si ritrova dentro la Triennale. Ogni giorno qui accadono cose e credo che questo aspetto debba essere raccontato con maggiore forza, per trasformarla sempre di più in un luogo di pensiero critico, capace di incrociare anche le energie e le visioni delle generazioni più giovani».

Il profilo di Vincenzo Trione

Nato a Sarno nel 1972, Trione è professore ordinario di Arte e media e di Storia dell’arte contemporanea all’Università IULM di Milano, dove ha ricoperto anche il ruolo di preside della Facoltà di Arti, Moda e Turismo. La sua attività si è sviluppata negli anni tra ricerca accademica, critica militante, editoria e curatela, contribuendo a costruire uno dei profili più riconoscibili del panorama culturale italiano.

Dal 2020 è presidente della Scuola dei Beni e delle Attività Culturali del Ministero della Cultura e, in precedenza, ha diretto il Dipartimento Ricerca e Formazione del Museo Madre di Napoli. È stato inoltre membro del Consiglio scientifico dell’Istituto dell’Enciclopedia Italiana e ha diretto nel 2021 l’Enciclopedia dell’Arte Contemporanea della Treccani.

Accanto all’attività istituzionale, Trione ha firmato numerose mostre in Italia e all’estero, dedicandosi in particolare alle relazioni tra arte contemporanea, memoria, spazio urbano e nuove forme di immaginazione visiva. Tra gli incarichi più rilevanti figura la curatela del Padiglione Italia alla 56ma Biennale di Venezia nel 2015. Negli ultimi anni ha inoltre assunto un ruolo centrale nella definizione delle politiche per l’arte contemporanea a Napoli, dove nel 2022 è stato nominato consigliere del sindaco Gaetano Manfredi per la Programmazione museale e l’Arte contemporanea, coordinando il progetto Napoli Contemporanea, che ha portato opere di artisti internazionali negli spazi pubblici della città.

Autore di numerosi saggi dedicati alle avanguardie storiche e ai rapporti tra arte, filosofia e politica, Trione ha pubblicato negli ultimi anni volumi come L’opera interminabile. Arte e XXI secolo, Artivismo. Arte, politica, impegno, Prologo celeste. Nell’atelier di Anselm Kiefer e, più recentemente, Rifare il mondo. Le età dell’avanguardia.

Il Consiglio di Amministrazione della Triennale e le parole di Carla Moragallo

Contestualmente alla nomina del nuovo presidente, entra pienamente in carica anche il nuovo Consiglio di amministrazione della Triennale Milano, nominato con decreto ministeriale del 22 maggio 2026. Ne fanno parte Antonio Calabrò, direttore della Fondazione Pirelli, Regina De Albertis, Maria Porro, presidente del Salone del Mobile di Milano, Davide Rampello, già presidente della Triennale tra il 2003 e il 2011, Dario Rinero, Donatella Sciuto, Rettrice del Politecnico di Milano, Alberto Toffoletto, Stefano Zecchi.

Cuore, foto Delfino Sisto Legnani DSL Studio, © Triennale Milano

«Valuto con grande favore la composizione di questo Consiglio di amministrazione e la nuova presidenza. È stata una seduta molto dialogica. Sono contenta di aver ricevuto nuovamente la fiducia del CdA e sono entusiasta di accompagnare la Triennale in questa nuova fase», ha commentato la direttrice generale Carla Moragallo. «Tra gli elementi che porterò in eredità dal lavoro svolto negli ultimi anni c’è sicuramente l’attenzione alle relazioni trasversali tra discipline diverse. Un altro aspetto importante riguarda il percorso di riqualificazione degli spazi della Triennale, che ha portato alla nascita di nuovi ambienti come Cuore e Voce. È un lavoro che può continuare e svilupparsi ulteriormente nei prossimi anni».

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