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Nella giornata di chiusura del bando per il rinnovo del Consiglio di amministrazione della Triennale di Milano, il quadro dei nomi appare ormai già definito. Quelle circolate nelle ultime ore sui principali quotidiani italiani sembrano essere più che indiscrezioni e assumono i contorni di una composizione destinata a essere formalizzata a stretto giro. Il passaggio segna la chiusura degli otto anni di presidenza di Stefano Boeri e l’apertura di una nuova fase per l’istituzione di viale Alemagna, con un board che, secondo le regole statutarie, sarà composto da nove membri designati dai diversi enti soci: Ministero della Cultura, Comune di Milano, Regione Lombardia e Camera di Commercio.
Ma al centro dell’attenzione, più ancora della composizione complessiva del CdA, è la figura del futuro presidente della Triennale Milano: il nome di Vincenzo Trione circola da giorni con un grado di certezza crescente. Una candidatura che, se confermata, segnerebbe per Trione un ulteriore incarico all’interno del sistema culturale italiano, consolidando una traiettoria già ramificata tra ambito accademico, attività curatoriale e impegni istituzionali.
Nato a Sarno nel 1972, Trione è professore ordinario di Arte e media e di Storia dell’arte contemporanea presso l’Università IULM di Milano, dove è stato anche preside della Facoltà di Arti e Turismo. Parallelamente all’attività universitaria, ha sviluppato una presenza costante nel dibattito pubblico, collaborando con il Corriere della Sera e contribuendo a una diffusione più ampia delle questioni legate all’arte contemporanea.

Il suo percorso include incarichi istituzionali rilevanti: dal 2020 è presidente della Scuola dei Beni e delle Attività Culturali, organismo del Ministero della Cultura dedicato alla formazione avanzata nel campo del patrimonio, mentre in precedenza ha diretto il Dipartimento di ricerca e formazione del Museo Madre. A ciò si aggiunge l’attività editoriale e scientifica, tra cui la direzione dell’Enciclopedia Treccani dell’Arte Contemporanea.
Sul versante curatoriale, ha firmato mostre in Italia e all’estero. Tra gli incarichi più rilevanti figura la curatela del Padiglione Italia alla 56ma Biennale di Venezia. È inoltre autore di numerosi saggi dedicati alle avanguardie e alle intersezioni tra arte, filosofia e dimensione pubblica. Nel 2022 è stato nominato dal sindaco di Napoli Gaetano Manfredi consigliere alla Programmazione museale e all’Arte contemporanea per il Comune, curando il progetto Napoli Contemporanea che gestisce l’installazione di arte pubblica della città (tra cui la tormentata Venere degli Stracci di Pistoletto).
La possibile nomina di Trione a Presidente della Triennale Milano sembra rispondere anche a un equilibrio politico non secondario. Da un lato, il ministro della Cultura Alessandro Giuli avrebbe individuato in Trione un profilo capace di tenere insieme visibilità internazionale e competenze accademiche. Dall’altro, il sindaco Giuseppe Sala avrebbe posto come condizione per la presidenza un profilo con esperienza riconosciuta nei campi del design e dell’architettura. In questo senso si spiega anche l’uscita di scena della prima ipotesi avanzata dal ministero, la regista Andrée Ruth Shammah.
Accanto a Trione, il Ministero dovrebbe indicare anche Stefano Zecchi e Dario Rinero, mentre il Comune di Milano punterebbe su Donatella Sciuto e Piero Lissoni. La Regione Lombardia dovrebbe invece indicare Davide Rampello, già presidente della Triennale tra il 2003 e il 2011.
Per la Camera di Commercio, si va verso la riconferma di Regina De Albertis e l’ingresso di Antonio Calabrò, mentre completerebbe il quadro la designazione condivisa di Maria Porro, presidente del Salone del Mobile.
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