A meno di dieci anni dalla sua prematura scomparsa, i bolognesi ricordano il grande fotografo Luigi Ghirri (Fellegara, RE 1943 –Roncocesi, RE 1992) con una mostra a lui dedicata presso le Scuderie Bentivoglio di Bologna nell’ambito della rassegna “Viva Bologna”. Già precedentemente le sue opere erano state esposte prima a Modena poi a Milano, Graz, Arles e altre importanti città europee.
Nel capoluogo emiliano possono essere ammirate fotografie riguardanti un unico tema: il giardino. Il sogno di Ghirri era, infatti, quello di costruire l’eden sulla superficie del mondo, vedendo la natura come sintesi fra tempo e
Ghirri ama mettere in rilievo quei particolari, sia architettonici sia naturali, che occhi meno attenti trascurerebbero, proprio per la loro normalità. E son proprio questi che rendono i suoi quadri pieni di spirito e di desiderio di percepire il mondo così com’è. D’altra parte l’artista sente il bisogno di banalizzare le prospettive attraverso angolature a dire poco inconsuete, come quelle dei giardini reali che colgono una Versailles scarna, quasi misera. A prova di queste considerazioni è interessante soffermarsi sulla fotografia della giostra illuminata a Tour S-Jacques a Parigi. Chiunque abbia visto di persona questa piazza sa che non è certo la giostra il capolavoro rilevante. Qui Ghirri, invece di riprendere la magia dell’antico, ritrae gli oggetti di tutti i giorni,
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www.comune.pisa.it/doc/cultura/pagine_a/doc_a/mostre1/ghirri.html
www.palazzomagnani.it/ghirri01/
Belinda Pagano
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