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fino all’8.VI.2008 | Bettina Rheims | Reggio Emilia, Chiostri di San Domenico

di - 28 Maggio 2008
Donne irraggiungibili che diventano carne. Sono queste le eroine di Bettina Rheims (Parigi, 1952), protagonista d’eccezione a Fotografia Europea.
Ritratte in fotografie di grande formato, che spiccano sulle pareti enormi della sala delle Carrozze dei Chiostri di San Domenico, le femmine catturate dallo sguardo di Rheims sono come eroine antiche, nella loro bellezza maschia e potente, aggressiva e anticonvenzionale, marmoree e statuarie nel mostrare le loro perfette imperfezioni nei corpi oliati e imponenti come statue greche. Appoggiate a uno sfondo scabro -con una pietra che fa da appoggio e piedistallo-, un muro di cemento grigio dietro le spalle, per ricordare l’iconografia antica della melanconia, con una donna in solitudine seduta su una roccia, si riallacciano alla scultura classica nelle pose e nella resa volutamente tridimensionale.
Le donne celebri che hanno colpito Rheims nelle sedute di posa. Attrici e modelle bellissime, figure ideali di perfezione, sotto il suo obiettivo diventano incredibilmente umane, ritratte in modo così impietoso, senza sofisticazioni di sorta né pelli lisciate, senza puliture e raffinamenti digitali, coperte di veli, tulle, satin e taffetà sgualciti, curiosamente agghindate come per il ballo della scuola.
Bettina Rheims rende un sex symbol, per antonomasia irraggiungibile e idealizzato, improvvisamente accessibile. Lo spoglia dei codici predefiniti, mostrando un corpo che non si discosta da quello di tante altre donne “normali”. Non ha remore nel suggerire senza morbosità né perversione la bellezza “naturale” di un corpo giovane o non più tale, nel cogliere l’emozione dietro uno sguardo incerto o pregno di interrogativi e quasi triste, o la fragilità fisica dietro le macchie della pelle, i capelli scompigliati, i difetti comuni che solitamente non si notano su icone della bellezza universale e dell’immaginario collettivo come le donne rappresentate, così brave a lasciarsi rivelare dalla fotografa in tutta la loro disarmante autenticità.
Non genera fastidio vedere un volto famoso marcato da segni o un corpo vagheggiato che mostra i suoi difetti in modo così accentuato come nelle foto di Rheims, ma certamente disorienta. Lascia perplessi vedere abiti di lusso tirati quasi fuori dal baule della nonna per l’occasione e buttati addosso frettolosamente sul corpo seminudo, al limite della sciatteria. O dita dei piedi e delle mani fasciate.
Ma ben presto ci si abitua ai dettagli che mettono a disagio. Poiché le labbra turgide e invitanti di Beatrice Dalle si contraggono sì in una smorfia, ma non perdono la loro conturbante e viva attrattiva, e la bellezza sfiorita di Anna Thomson rimane comunque intrigante. Come il fascino di una vena viola e gonfia sul seno, delle rughe d’espressione, della peluria su gambe e braccia, di occhiaie scure, di una pelle dalla grana irregolare aggredita da brufoli e nei.
Una corporeità che stride con l’ideale di perfezione estetica. Ma che in fondo rappresenta la vera e autentica bellezza. Affascinante nel suo non esserlo, e mai decifrabile. Prosaica, se vogliamo, e proprio per questo decisamente eroica.

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dal 30 aprile all’otto giugno 2008
Fotografia Europea 2008 – Umano, troppo umano
Bettina Rheims – Heroines
a cura di Elio Grazioli
Chiostri di San Domenico
Via Dante Alighieri, 11 – 42100 Reggio Emilia
Orario: da martedì a venerdì ore 18-23; sabato, domenica e festivi ore 10-23
Ingresso: intero € 10; ridotto € 7
Catalogo Damiani, € 30
Info: tel. +39 0522451152; info@fotografiaeuropea.it; www.fotografiaeuropea.it

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