Dopo le date di Palermo e Torino –e prima di quella romana e milanese- è il Velvet, storico club riminese, ad ospitare nei suoi spazi ridefiniti e ampliati (che l’hanno trasformato in Velvet Factory) una delle poche date italiane dei fratelli Lippok, duo di musicisti berlinesi noti come To Rococo Rot. In una tappa di un tour inedito che li vede affiancati ad un compositore nostrano di primo piano come Ludovico Einuadi. Una collaborazione fortemente voluta da Einaudi stesso, convinto sostenitore della musica dei To Rococo Rot. La data romagnola del terzetto ha in più con sé il favore di inaugurare la serie Guest City, pensata per caratterizzare la nuova, trasversale, politica del club. Una serie che prevede la presenza di installazioni video -da affidare nel tempo alla cura di vari artisti di levatura internazionale- in stretta sinergia con la programmazione musicale.
Il primo evento della serie –il progetto video affidato ai Visomat sulla città di Berlino- non tradisce le attese. Anzi decreta un rinnovamento in grande stile operato da un locale storico finora tradizionalmente legato ad eventi esclusivamente musicali. Nella nuova versione di Velvet Factory invece, la multimedialità e la multidisciplinarietà la fanno effettivamente –e finalmente- da padrone. Ciò trova concreto riscontro proprio in questa primo appuntamento di Guest City Berlin, suggestiva ed intensa videoproiezione realizzata dai Visomat grazie ad una serie di webcam dislocate in più luoghi della città . Immagini che si sono combinate perfettamente con il suono elettrico minimale dei fratelli Lippock e con gli interventi armonici di Einaudi.
Un evento di grande valore quindi, in cui dei fuoriclasse autentici dell’elettronica concettuale come i To Rococo Rot hanno integrato efficacemente il loro suono con quello di un compositore talentuoso come Ludovico Einaudi -tra l’altro già da tempo alla ricerca di un linguaggio più libero ed in grado di assorbire culture e influenze musicali differenti dalle proprie- oltre che con le affascinanti immagini video dei Visomat.
Il risultato è un suono arricchito e sorprendente, dove la ricerca melodica è impreziosita da momenti di enorme eleganza, frutto di una collaborazione capace di comprendere un vasto panorama della musica e dell’arte contemporanea. Un cocktail riuscitissimo che ha combinato momenti di rarefazioni techno, diluite a tratti in pura ambient, e morbide sonorità elettroniche ricomposte su toni di architettura minimale di grande classe.
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Redazione Exibart
[exibart]
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