Design Shanghai 2026
Quasi un’anticipazione del Salone del Mobile di Milano, a un mese esatto dal gong di inizio. Ma in Cina, dove il design italiano è tra i grandi protagonisti di Design Shanghai 2026, edizione numero 13. Quando? Dal 19 al 22 marzo. Dove? Nello storico Shanghai Exhibition Centre. Con una nota a margine importante: Shanghai è stata riconosciuta nella UNESCO Creative Cities Network, nonché unica città cinese ufficialmente designata City of Design, con le sue industrie creative che hanno generato 1,64 trilioni di yuan nel 2024, superando i 2 trilioni nel 2025.
È qui che nomi come Alessi, Artemide, Technogym, Dedar, Glas, Sowden, Stilnovo, L&S Lighting, Tassani, Secco, Mapei, Novacolor, Zenith, C&C Milano e Casa Brava rappresentano un’eccellenza tutta italiana che sceglie Shanghai per presentare novità, collaborazioni e collezioni in anteprima. Perfettamente in dialogo con gli oltre 500 brand provenienti da 20 Paesi di Design Shanghai 2026. «Da 13 anni, Design Shanghai promuove il design contemporaneo in Cina e in tutta l’Asia», spiega Zhuo Tan, Show Director, Design Shanghai, «accompagnando la nascita di una fase creativa dinamica. È stimolante vedere così tanti designer e artisti straordinari contribuire a questo slancio, mentre il design asiatico si afferma con sicurezza sulla scena globale».
Il percorse attraverso le sezioni speciali diDesign Shanghai offre una panoramica a 360° tra materiali, artigianato e nuove direzioni progettuali. Si parte da TALENTS, che sostiene e offre una vetrina globale alla nuova generazione di designer (i cosiddetti giovani, under 35). «I product designer hanno da tempo un ruolo fondamentale nel plasmare un consenso culturale», specifica Frank Chou, curatore della sezione. «Dalle prime riflessioni sull’ambiente alle critiche al consumismo, molte idee sono nate proprio all’interno del discorso progettuale. TALENTS si propone quindi di stimolare una riflessione culturale più ampia. Il “tempo” non si riferisce solo alla cronologia, ma anche a un’epoca, all’esperienza personale e alle narrazioni macro. Speriamo di considerare il tempo come un materiale di progetto importante ma spesso trascurato — capace di raccontare come il design registri il proprio tempo e il significato e il valore che porta con sé nel corso del tempo».
Made in JDZ è invece un programma speciale curato dal designer Ryan Ran che riunisce ceramica, lavorazione dei metalli e arte della lacca per esplorare l’intersezione tra design contemporaneo e artigianato tradizionale. Ma con un taglio ben definito: «Le mostre di artigianato tradizionale spesso mettono l’accento sul livello tecnico dell’artigianato stesso», spiega Ryan Ran, curatore di Made in JDZ, «mentre Made in JDZ si concentra maggiormente su un’attitudine: come l’artigianato possa sostenersi, rigenerarsi ed entrare nella vita quotidiana. Il nostro obiettivo è presentare espressioni contemporanee di designer, artigiani e brand cinesi radicate nell’artigianato tradizionale. Sembra semplice, ma è estremamente difficile trovare il giusto equilibrio».
Beyond Craft, lanciato nel 2024, esplora la bellezza dell’Asia attraverso materiali e pratiche artigianali, mettendo in evidenza il valore contemporaneo dell’artigianato tradizionale. L’iniziativa mostra come le tecniche ereditate dal passato possano evolversi e prosperare nel panorama del design attuale. La mostra del 2026 presenterà creazioni di oltre dieci brand, abbracciando diverse categorie tra cui gioielli, oggetti, arredi, componenti di precisione e dispositivi ottici.
E per finire, la sezione Collectible Design & Art presenta una selezione d’eccezione di opere in edizione limitata che mettono in dialogo arte e design nelle loro forme più espressive, con contributi di Hugo Design (Regno Unito), ES ART Society (Russia), BRIGS (Russia), Mingyu Xu Studio (Cina/Regno Unito), Natura Accessories (Russia), Zeto Art (Francia) e Jaipur Rugs (India), ognuno dei quali offre una prospettiva distinta all’interno di questo dialogo globale.
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