In the Mood for Love, 2000
Una delle settimane più affollate di Milano, la Fashion Week, è il contenitore perfetto per il nuovo progetto di Vogue e Kering. Si chiama Cinemoda Club, si svolge per tre giorni (25-26-27 settembre) in tre storiche sale della città e porta sul maxi schermo il grande cinema mescolato con la moda. Il tutto promosso da Gian Luca Farinelli, critico e direttore della Cineteca di Bologna, insieme all’attrice e regista Valeria Golino.
Il programma – sparso tra Cineteca Milano Arlecchino, Cinema Mexico e Cinema Palestrina – è quasi una sfilata di moda, o perlomeno di icone: Audrey Hepburn che, in abito lungo, rosso, firmato Givenchy, scende la grande scalinata dell’Opera Garnier in Funny Face; stilisti che vestono il cinema, da Elsa Schiaparelli per Moulin Rouge del 1952 a Coco Chanel con The Greeks Had a Word for Them e Giorgio Armani, che insieme a Karl Lagerfeld disegna i costumi di Tacchi a spillo di Pedro Almodóvar; un viaggio nel mondo della moda stessa, nelle conversazioni tra Wim Wenders e Yohji Yamamoto, Yves Saint Laurent nel film omonimo, Carine Roitfeld in Mademoiselle C e con il documentario su Franca Sozzani.
Parla Gian Luca Farinelli: «Cinemoda Club è un racconto, tra i tanti possibili, della magica relazione che da 130 anni nutre, vicendevolmente, Cinema e Moda: una storia di collaborazioni straordinarie, fascinazioni, colpi di fulmine, matrimoni mancati e infinita creatività. La Fondazione Cineteca Bologna ha accolto con entusiasmo la possibilità di offrire al pubblico della Fashion Week l’opportunità di entrare in tre sale milanesi e di salire così sulla macchina del tempo del cinema, per scoprire nei film le invenzioni di questa indissolubile relazione».
Ecco così che continua la sfilata sul grande schermo, tra Cineteca Milano Arlecchino, Cinema Mexico e Cinema Palestrina; mentre fuori, nelle location più esclusive di Milano, le grandi firme della moda proseguono con le loro blindatissime sfilate, solo su invito. I protagonisti della selezione di Vogue e Kering sono le storie d’amicizia e di rivalsa raccontate attraverso i dettagli degli abiti che hanno rappresentato battaglie identitarie, dallo streetwear di Do the Right Thing di Spike Lee al disco style di Saturday Night Fever fino al Rocky Horror Picture Show. Un percorso che racconta il cinema e la moda come riflesso della vita, nelle fantasie d’amore che hanno fatto la storia grazie ai qipao indossati dalla signora Chan di In the Mood for Love e con le giovani ragazze di Agnès Varda, Greta Gerwig e Alice Rohrwacher, che dentro agli abiti sono cresciute e diventate donne.
«Il cinema e la moda», dichiara Valeria Golino, «parlano lo stesso linguaggio: quello dell’immaginazione, della trasformazione, del desiderio. Essere madrina di Cinemoda Club, in una città come Milano e in un contesto vibrante come la Fashion Week, è per me un onore e un vero piacere».
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