Categorie: Cinema

CINEMA

di - 27 Ottobre 2017
Cate Blanchett bionda. Cate Blanchett mora. Cate Blanchett rossa. Cate Blanchett triste, arrabbiata, entusiasta. In TV, in ufficio, a casa a pranzo. La preghiera preprandiale coi tre figli e il marito – davanti a un enorme tacchino innaffiato di gravy e servito con verdure sbiadite – è il Manifesto Pop: che l’arte puzzi come i miei calzini, che l’arte esca dai musei, che l’arte si beva come la coca-cola. Geniale.
È una broker impanicata davanti al computer, le azioni che impazzano, che afferma “che la magnificenza del mondo si è arricchita di una bellezza nuova; la bellezza della velocità”, è il Manifesto Futurista, che più avanti vuole “liberare questo Paese dalla sua fetida cancrena di professori, d’archeologi, di ciceroni e d’antiquari”.
Al cimitero, elegantissima in nero, in una versione anni ’30, iraconda davanti a un parterre compito e attento, ci vuol convincere – con Tristan Tzara – che “Un’opera d’arte non è mai bella per decreto legge, obiettivamente, all’unanimità. La critica è inutile”. Eccetera, eccetera.
I manifesti più famosi e quelli oscuri traboccano dalle 12 o 13 versioni di Cate, un grande omaggio a una grande attrice, a Hollywood, all’industria del cinema e del trasformismo, tenendo però l’arte, l’arte militante al centro.
E alla fine è una barbona, accompagnata da carrello e cane, la stessa che apre il film, camminando in mezzo a un non luogo fatto di archeologia industriale e architetture da Buckminster Fuller, che ci vomita addosso gli ultimi insulti contro una società che di capitalismo morirà. Amen, Carlo Marx.
Dopotutto, il Manifesto più famoso è il suo.

Marcella Vanzo

Articoli recenti

  • Mostre

E se l’arte si aprisse all’imprevisto? La mostra “Inseguire l’inatteso” a Venezia

Fino al prossimo 3 marzo, SPARC*—Spazio Arte Contemporanea porta a Venezia le opere di Stefano Cescon, Damiano Colombi e Alberto…

21 Febbraio 2026 0:02
  • Arte antica

Caravaggio e il Seicento napoletano: la collezione De Vito arriva a Forte dei Marmi

A Forte dei Marmi arriva la Collezione De Vito: un itinerario cronologico e tematico nella pittura napoletana dopo Caravaggio, attraverso…

20 Febbraio 2026 16:48
  • Arte contemporanea

Una nuova narrazione per l’arte post-franchista, al Reina Sofía di Madrid

Il Museo Reina Sofía di Madrid presenta il nuovo allestimento della collezione d'arte contemporanea: 403 opere dal 1975 a oggi,…

20 Febbraio 2026 15:30
  • Personaggi

«Sono stato salvato dai miei fallimenti». William Kentridge si racconta

Voleva fare l'attore, non sapeva dipingere: i fallimenti che hanno fatto di William Kentridge uno degli artisti più rilevanti del…

20 Febbraio 2026 14:28
  • Arte contemporanea

Emilia Kabakov torna a Venezia, con un diario collettivo per la Biennale 2026

Emilia Kabakov invita i cittadini a raccontare la propria Venezia, attraverso le pagine di un diario condiviso: l’installazione sarà presentata…

20 Febbraio 2026 14:22
  • Attualità

Olimpiadi, tregue e conflitti: quanto è neutrale la rappresentazione sul campo di gara?

Dall’ekecheiria greca al casco dello skeletonista ucraino e alla telecronaca di Stefan Renna a Milano Cortina, il concetto di tregua…

20 Febbraio 2026 12:49