La fievre au soleil
Marie Deboissy, giovanissima regista francese facente parte del collettivo di animatori 99°, formatosi all’Atelier Supérieur d’Animation di Parigi, ha realizzato il corto La Fièvre au Soleil (“Febbre al sole”) come opera finale del suo corso di studi. La trama è semplice e accattivante: racconta la storia di Oscar, un diciassettenne in vacanza in un campeggio nel sud-ovest della Francia che, in un’atmosfera sospesa e a tratti irreale, incontra e si invaghisce di Marianne, una donna molto affascinante di trent’anni in più di lui. Il dialogo tra i due protagonisti è praticamente assente: tutto ruota attorno a giochi di silenzio e sguardi fugaci: occhiate che nascondono la consapevolezza di una passione destinata ad affievolirsi nel tempo di una fresca nuotata in piscina.
L’unico momento in cui sembra esserci un contatto fisico tra i due è il momento in cui il ragazzo massaggia la schiena della donna seduta al bordo piscina, ma si tratta di un momento chiaramente destinato a svanire poco dopo. Il racconto prende forma attraverso le illustrazioni morbide e vivaci dell’autrice, che riescono a portare lontano con la mente lo spettatore anche solo per pochi minuti. L’animazione è stata realizzata con la tecnica del rotoscopio, una modalità che consiste nel ricalcare le scene a partire da una pellicola girata in precedenza: per questo motivo le colorate sequenze dalle tinte pop del corto appaiono abbastanza realistiche, come fossero fotografie. La cotta di un’adolescente per una persona più grande non è di certo un argomento nuovo nel cinema e nella letteratura: si manifestò soprattutto negli anni ’60 e ’70, in tutti i contesti sociali (da quello popolare a quello alto-borghese), in tutte le declinazioni (romantiche, erotiche, incestuose), combinazioni (professore-allieva, zio-nipote, padre-amico della figlia, donna sposata-figlio di amici) e varianti (etero e omosessuali). L’estate, inoltre, è generalmente considerata la stagione delle cotte, delle storie d’amore e di passione, che possono durare il tempo di un gelato che si scioglie al sole oppure anche tutta la vita. Tutto questo rende sicuramente il cortometraggio della talentuosa Deboissy imperdibile e perfetto per l’afoso clima estivo.
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