Categorie: Cinema

Oscar 2024, trionfo annunciato per Oppenheimer, Garrone a bocca asciutta

di - 11 Marzo 2024

Una notte da Oscar, letteralmente, per Oppenheimer, il biopic firmato Cristopher Nolan ha trionfato con ben sette statuette su 13 nomination: miglior film, miglior regista, miglior attore protagonista, un Cillian Murphy in grande spolvero, e non protagonista, Robert Downey Jr, e poi i “tecnici” montaggio, fotografia e colonna sonora originale. D’altra parte, in questa 96ma edizione, c’erano pochi rivali, considerando che Barbie di Greta Gerwig, l’altra faccia della medaglia e dei meme dello scorso anno, già aveva deluso le aspettative negli altri concorsi della stagione cinematografica. Il film ha però incassato la la statuetta per la Miglior canzone originale, firmata da Finneas O’Connell e Billie Eilish, autori di What was I made for?. Sul podio degli Oscar 2024 è salito invece Povere creature!, già Leone d’Oro a Venezia. La pellicola del greco di Yorgos Lanthimos incassa quattro premi su 11 candidature: production design, make up, costumi e migliore attrice, Emma Stone. Risultato, questo, non scontato: l’attrice già Oscar nel 2017 per La La Land, ha infatti superato Lily Gladstone, protagonista di Killers of the Flower Moon di Martin Scorsese. Nel caso, Gladstone sarebbe stata la prima nativa americana a vincere il l’ambito premio assegnato dall’Academy of Motion Picture Arts and Sciences.

Tra i film internazionali, occhi puntanti per lo straziante dramma dell’immigrazione raccontato da Io Capitano di Matteo Garrone ma alla fine a vincere agli Oscar 2024 è stato un altro film di spessore, come La zona di interesse, incentrato sulla tragedia dell’olocausto, del regista britannico Jonathan Glazer, che ha vinto anche l’Ocar per il miglior comparto sonoro.

Ma come ogni cerimonia degli Oscar che si rispetti, alle premiazioni si sono avvicendanti vari momenti significativi e siparietti, dalle spillette rosse della campagna Artists4 Ceasefire, per chiedere la fine della guerra a Gaza, indossate da Billie Eilish, Ramy Yousef, Mark Ruffalo, Ava du Vernay, al diverbio tra Jimmy Kimmel, presentatore della cerimonia di premiazione, e l’ex presidente Donald Trump, che in un post sui social network aveva definito il comico come «Il peggiore conduttore» degli Oscar. La risposta di Kimmel, sul palco del Dolby Theatre, non si è fatta attendere: «Grazie per aver seguito la serata, sono sorpreso che lei sia ancora in piedi, non è tardi in prigione?». Decisamente più leggera la “sfida” lanciata da Danny DeVito e Arnold Schwarzenegger – sul palco per consegnare la statuetta per il Miglior montaggio per Oppenheimer a Jennifer Lame – a Michael Keaton, seduto in platea. DeVito e Schwarzenegger hanno infatti interpretato degli storici cattivi nei Batman di Keaton.

Tre gli altri premi, Da’vine Joy Randolph si è aggiudicata la categoria Miglior attrice non protagonista per il suo ruolo in The Holdovers – Lezioni di vita, di Alexander Payne. Miglior cortometraggio La meravigliosa storia di Henry Sugar di Wes Anderson ma il regista non era a Los Angeles per ritirare il premio. Nessuno ha ritirato l’Oscar per il miglior film d’animazione, vinto da Il ragazzo e l’airone di Hayao Miyazaki e Toshio Suzuki. L’Oscar per la Migliore sceneggiatura originale è andato ad Arthur Harari e Justine Triet per Anatomia di una caduta, della francese Justine Triet. 20 days in Mariupol, di Mstyslav Chernov, Michelle Mizner e Raney Aronson-Rath ha vinto l’Oscar per la categoria Miglior documentario, con il racconto del lavoro giornalistico durante la guerra in Ucraina.

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