Categorie: Cinema

Pop Corn#15. In Kill Bill, Uma Thurman è una eroina nuova e rivoluzionaria

di - 19 Luglio 2020

Beatrix Kiddo (Uma Thurman) è una ex serial killer che si risveglia dal coma e compila una lista di persone da uccidere. Vuole vendicare la strage che l’ha vista coinvolta come vittima, mentre era incinta di una bambina e cercava di sposarsi in Texas. L’elenco è composto dai suoi ex colleghi, ovvero una pericolosa squadra di sicari cinici e potenti, il cui boss Bill (David Carradine) è anche il suo ex amante con cui aveva concepito la figlia. Attraverso tutte le tappe della sua vendetta, la donna ripercorre le sue scelte precedenti e il suo percorso nelle due pellicole che compongono l’intero film, fino a raggiungere una nuova fase della sua vita.

Prendiamo una sposa incinta e rendiamola la principale vittima di una carneficina, cercando di far emergere la complicità dello spettatore. Poi facciamola svegliare dal coma e vediamo la sua vera natura, quella che l’ha resa un sicario prima della degenza, e tracciamola tra passato e presente. Pian piano, emerge una super donna, quasi un supereroe. Effettivamente a un certo punto nel finale del Vol. 2 Beatrix chiede a Bill se la sta addirittura considerando un supereroe, dato che la paragona a Batman e a Superman.

La parola eroina a cosa è associata? Naturalmente alla figura eroica in chiave femminile, a una narrazione che pone le basi nella mitologia ellenica. E proprio, per grazie a questa definizione poetica, nel 1897 Felix Hoffman scelse questa parola per identificare una delle droghe più letali messe allora in commercio dalla Bayer: all’epoca si pensava che questo nome mitico fosse adatto a identificare i benefici di questa sostanza che, col tempo, si è rivelata tremenda, l’eroina.

In effetti Beatrix Kiddo è in grado di fare cose al di sopra del genere umano: combattere contro un esercito di 88 folli; convincere un vecchio samurai a costruirle la spada della sua vendetta e usarla in modo perfetto; rompere una bara in cui è stata sepolta viva e risalire dalla terra; difendersi dagli individui più pericolosi del mondo; sa guidare la moto e l’auto a velocità da capogiro; riesce a trattenersi in un combattimento estenuante per ore, finché non vince, e spesso sopportando il dolore fisico delle ferite. E queste sono tutte cose che hanno sempre fatto anche gli eroi tradizionali, quelli maschili, i supereroi.

Poi ci sono gli aspetti della donna: se deve piangere, Beatrix si scioglie in lacrime; quando deve gestire la sua rabbia è straordinaria, ma allo stesso tempo ha un’impulsività passionale che le gioca alcuni scherzi; nonostante pianifichi nel dettaglio ogni mossa, sappia dove andare, abbia una memoria di ferro, a volte si lascia ingannare dall’impulso; quando deve carpire alcune informazioni da Esteban Vihaio, Beatrix è super sexy e ammiccante perché conosce sempre bene il suo interlocutore, anche quando non lo ha mai incontrato di persona.

Ma soprattutto, nel momento in cui scopre di essere incinta, Beatrix capisce che la sua vita non può più essere la stessa e che deve garantire un futuro diverso alla sua bambina, che non potrà più essere una serial killer, ma sarà soprattutto una madre.

La versatilità del personaggio di Beatrix sta nella sua evoluzione: da sicario sottomessa e innamorata di Bill, a vendicatrice eroica, a madre. E può diventare madre solo dopo un processo vendicativo, iconografia della catarsi della tragedia greca, che passa attraverso la morte, la rinascita e il sacrificio.

Uma Thurman in questo film doppio è all’apice della sua forma fisica e riesce a trasferire una molteplicità sorprendente di sfumature e dettagli interpretativi che la premiano anche in numerosi festival internazionali, oltre al fatto che la complicità e l’amicizia con Tarantino, consentono al talentuoso regista di lavorare al meglio con lei. Tuttavia, va sottolineato che in questo film le donne sono moltissime, con ruoli cardine e personalità dal grande carattere.

Pop Corn #15, Uma Thurman, Kill Bill Vol 1 (2003) – Vol 2 (2004), regia di Quentin Tarantino

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