IINTERPLAY, SARAH BALTZINGER E ISAIAH WILSON (FR - LU), Ph Andrea Macchia
Giunto alla 25ma edizione, riserva sempre piacevoli scoperte Interplay, il Festival Internazionale Danza Contemporanea e Performing Art di Torino. Merito della direttrice artistica Natalia Casorati, che ogni anno, nella ricerca di spettacoli in giro per lâEuropa, individua anche giovani artisti emergenti, alcuni nuovi per lâItalia.
Anche in questa edizione, tra le molte presenze del festival, da segnalare soprattutto la coppia Sarah Baltzinger e Isaiah Wilson e il loro spettacolo Megastructure. Vincitori di numerosi premi nella prestigiosa competizione Rotterdam International Duet Choreography Competition, la coppia colpisce per lâineccepibile tecnica dei loro corpi plasmabili, declinata in sorprendenti forme espresse con un ricco e originale vocabolario coreografico che evidenzia le due diverse formazioni multidisciplinari degli interpreti.
In Baltzinger, francese, è lampante il lavoro sulla meccanica del corpo come burattino; in Wilson, lussemburghese, si aggiunge anche la breakdance e lâhip-hop, e in entrambi la cifra contemporanea. Il mix è esplosivo, ma con leggerezza e ironia. Megastructure si svolge su un palcoscenico spoglio e a luce piena. Nessuna musica per tutto il tempo della performance. Solo il silenzio e il rumore dei corpi in movimento coi loro respiri, a esprimere quel flusso interiore ininterrotto che scorre tra desiderio e indifferenza, vulnerabilitĂ e forza, tenerezza e aggressivitĂ , attrazione e repulsione.
Lo dicono bene quegli incastri e quel contorsionismo degli arti lâuno nellâaltra e subito sbrogliati, a volte con fatica ma sempre con naturalezza, per assumere forme inedite e stravaganti; lo dice quel muoversi carponi, strisciare come larve, rotolare, alzarsi, lottare velocemente con le sole braccia, staccarsi e ricongiungersi; lo dice lâimprovviso trovarsi distesi a terra, non si sa come, se con un salto o con uno scivolamento serpentino, lâuna sul corpo dellâaltro e baciarsi meccanicamente; lo dice lâabbraccio stretto che arriva torcendosi allâindietro; lo dicono le posture sbilenche di quei due corpi smontati e rimontati come un giocattolo, manovrati come pezzi da staccare e ricomporre in infinite posizioni e movimenti. Incollati, abbarbicati, incastrati, sembrano volersi liberare e non riuscirci se non dopo tanti tentativi. Molleggiati, rigidi e snodati come marionette manovrate da fili invisibili, strappano continui sorrisi per quel loro continuo gioco fisico di causa ed effetto, tra peso, resistenza, rimbalzo, rilascio, sospensione e isolamento, alternando momenti in cui il corpo si muove come unâunitĂ e altri in cui è frammentato.
Performando senza sosta, la coppia, coi volti sempre impassibili e rivolti spesso agli spettatori, sembra interpellarli per capire, come da intenzioni programmatiche, âCosa si aspetta il pubblico da uno spettacolo?â. Â Di sicuro, spiazzandoci, ci ipnotizzano in una continua scoperta. Lo spettacolo sarĂ ospite, il 25 luglio, al Festival Kilowatt di San Sepolcro (Ar); il 26 agosto a Bassano del Grappa per Opera Estate).
Unâaltra coppia da segnalare è quella formata dai portoghesi Catarina Casqueiro e Tiago Coelho, vincitori anchâessi di numerosi premi internazionali. In Forget Me Not, sulle musiche originali di Artur GuimarĂŁes, il duo affronta il tema della memoria e la dualitĂ della coscienza umana, la persistenza dei ricordi e la vulnerabilitĂ , evocando un universo intimo, emotivo fatto di lunghi abbracci e di silenzi eloquenti.
Un viaggio nella memoria attivato da momenti di luce e di buio che li vede inizialmente ciascuno dentro un cerchio luminoso, poi insieme allâaprirsi di unâaltra luce. Si trovano, e con movimenti ampi, fluidi, trattenuti, intrecciati, evocano in un gioco di contrasti tra tensione e morbidezza, pause e ripetizioni, il tema dellâamnesia e della persistenza dei ricordi, per fermare lâoblio della mente.
Wonder, Love firmato da Roberta Maimone â coreografa e danzatrice italiana, basata nei Paesi Bassi â si ispira alla figura di Pierrot. In scena è Federica Lovato in un assolo in cui dĂ corpo a una figura fragile e resistente, sospesa tra sogno e realtĂ . Una ballata dolceamara sullâamore irraggiungibile, tra malinconia e ironia. La brava performer si muove dentro un cuneo di luce, gira come un carillon, ha espressioni mimiche e fumettistiche. E quando accenna a danzare apre allâimmaginazione.
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