Categorie: Danza

The Wall dei Pink Floyd diventa una danza dell’alienazione contemporanea

di - 6 Giugno 2025

L’attrazione per la musica dei Pink Floyd continua a ispirare coreografi e registi. Precursore è stato Roland Petit col suo Balletto di Marsiglia, creando, nel 1972, Pink Floyd Ballet, uno spettacolo di danza che ha fatto epoca. Strutturato sulle canzoni della mitica rock band, è ancora oggi ripreso da grandi teatri con corpi di ballo. Più recente, del 2019, è l’opera rock di Micha Van Hoecke Shine Pink Floyd moon, con l’accompagnamento musicale dal vivo dei Pink Floyd Legend e con i danzatori della Compagnia Daniele Cipriani, uno spettacolo che raccontava la storia di uno dei componenti della band, Syd Barrett, perdutosi nelle regioni sconosciute della “luna”, intesa come malattia mentale.

A ispirare lo spettacolo The wall & Pink Floyd the greatest hits diretto dal regista Manuel Renga, è il sofferto viaggio esistenziale e artistico di un altro componente del gruppo, Roger Waters, leader della band britannica, legando la storia allo storico concept album The wall, nato dal suo sentimento di rabbia e frustrazione, conscio del progressivo allontanamento tra artista e pubblico, del distacco tra performance e fruizione. «Gran parte dell’impulso creativo per The wall derivava dalla mia disillusione nei confronti degli spettacoli rock all’aperto», ebbe a dichiarare Waters.

The wall & Pink Floyd the greatest hits, Ph Marco Caselli Nirmal

Quell’album progressive rappresentava un manifesto oggi ancora attuale, un atto di protesta contro un mondo, contro una società che non rispetta gli uomini in quanto esseri senzienti e liberi.  Era un racconto fatto di alienazione, ossessioni, litigi tra i componenti del gruppo, creatività, crisi finanziarie e sputi. Oltre che di un clamoroso successo commerciale.

Artefici del grande progetto spettacolare The wall & Pink Floyd the greatest hits ispirato anche dall’omonima pellicola cinematografica di Alan Parker, è un concorso di menti creative e di diversi linguaggi artistici – musica, danza, teatro, canto, video -, ciascuno dei quali con una presenza forte e specifica, ben amalgamata con le altre componenti. Con la drammaturgia di Emanuele Aldrovandi, fulcro dello spettacolo è l’attore Jacopo Trebbi, perfetto e bravissimo alter ego di Waters, di nome Pink, una rockstar disillusa che, al centro della scena, muovendosi su una piccola pedana movibile, con una poltrona e un televisore, spazio domestico e rifugio dal mondo, darà voce alle vicende personali di Waters. Vicende che vanno dalla morte del padre in guerra, alle attenzioni asfissianti di una madre iperprotettiva e insicura; dalle vessazioni di un insegnante frustrato, al matrimonio con una donna assente e infedele; dall’esperienza della droga alle pressioni dello show-business.

L’attore Jacopo Trebbi in The wall & Pink Floyd the greatest hits Ph Marco Caselli Nirmal

Sono questi i mattoni che erigeranno via via quel “muro” del titolo che lo separeranno dal resto del mondo, culminante però, nell’abbattimento finale, quando, liberatosi dalle oppressioni e dalle maschere sociali, si aprirà all’esterno e al prossimo. A dare forma ai pensieri e alle vicende del protagonista, sono i magnifici undici danzatori della MM Contemporary Dance Company con una ricca coreografia non narrativa, bensì astratta nel suo intrinseco vocabolario di matrice contemporanea, capace di evocare stati d’animo ed eventi senza cadere nel didascalismo, né nell’illustrazione dei brani musicali. Concepita quasi come una sceneggiatura cinematografica – resa anche dalle immagini filmiche e grafiche che scorrono su uno schermo -, la densa coreografia di Michele Merola strutturata in pezzi chiusi, uno per canzone, alterna pezzi d’insieme a passi a due, a terzetti, gruppi e assoli esplosivi.

The wall & Pink Floyd the greatest hits, Ph Marco Caselli Nirmal

Ed è, indubbiamente, nella musica il punto di forza dello spettacolo (con una seconda parte solo musicale, con i successi della band inglese, sempre con arrangiamenti originali per band, orchestra e coro) che vede insieme l’Orchestra Città di Ferrara diretta da Roberto Molinelli, l’Accademia Corale “Vittore Veneziani”, e il gruppo rock Pink Sonic. Musica che, insieme alla danza, scatena ovazioni a scena aperta.

The wall & Pink Floyd the greatest hits, Ph Marco Caselli Nirmal

Lo spettacolo, prodotto da Fondazione Teatro Comunale di Ferrara, Fondazione I Teatri di Reggio Emilia, Ravenna Festival, MM Contemporary Dance Company, ha debuttato al Teatro Comunale di Ferrara, poi al Teatro Valli di Reggio Emilia, e sarà al Ravenna Festival il 15 giugno.

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