BASE, Photo Credit Cartacarbone
In un momento in cui l’intelligenza artificiale restituisce risultati sempre più perfetti senza mostrarci il percorso che li ha generati, il design torna a rivendicare il valore del processo. Non il prodotto finale ma il fare. Non l’oggetto concluso ma il pensiero che lo precede. Il tema scelto per il Fuorisalone 2026, Essere Progetto, presentato l’11 marzo nella Sala Buzzati del Corriere della Sera, a Milano, mette al centro l’attitudine progettuale come gesto umano, dinamico e imperfetto. Un invito a guardare il design come processo: un percorso fatto di intuizioni, tentativi, errori e responsabilità .
In un tempo segnato dal logorio della vita digitale e dall’immediatezza delle risposte generate dagli algoritmi, il progetto torna così a essere uno spazio in cui l’essere umano è protagonista. Il designer, l’architetto, il creativo non sono semplicemente autori di oggetti ma interpreti di un processo che costruisce relazioni tra persone, spazi e materia.
Milano, ancora una volta, diventa il teatro di questa riflessione. Durante la Design Week la cittĂ si trasforma in un laboratorio urbano diffuso, che attraversa quartieri, palazzi storici, spazi industriali riconvertiti e residenze private normalmente chiuse al pubblico.
I numeri restituiscono la scala del fenomeno: oltre mille eventi distribuiti in tutta la cittĂ , centinaia di brand, designer e istituzioni coinvolti. Una costellazione di mostre, installazioni e aperture speciali che rende impossibile un racconto esaustivo. La sfida diventa piuttosto individuare quei progetti che sembrano destinati a diventare i luoghi simbolo della settimana: i piĂą instagrammati, i piĂą affollati, quelli davanti ai quali si formeranno le code piĂą lunghe.
Tra le novità di questa edizione debutta il Fuorisalone Passport, un pass digitale gratuito pensato per facilitare l’accesso agli eventi.
Il sistema funziona direttamente tramite browser e non richiede di scaricare un’applicazione. Una registrazione iniziale consente di salvare un QR code sul telefono e accedere più rapidamente agli eventi: non un “salta coda” ma un “salvatempo”. Il Passport permette infatti di evitare le registrazioni ripetute richieste da molte installazioni e consente ai visitatori di ritrovare online i materiali delle aziende incontrate durante la settimana. Allo stesso tempo diventa anche uno strumento di analisi dei flussi di pubblico, utile per comprendere come si muovono i visitatori tra quartieri e giornate della Design Week.
Il Fuorisalone dialoga sempre più con il sistema dell’arte contemporanea milanese. La collaborazione con miart, in programma dal 17 al 19 aprile, rafforza la relazione tra la settimana dell’arte e quella del design, creando un calendario culturale sempre più intrecciato.
Tra le iniziative presentate figura anche MITO Design Connection, che mette in relazione Milano e Torino grazie all’alta velocità ferroviaria. L’obiettivo è creare un circuito di eventi e opportunità che coinvolga entrambe le città durante la settimana del design.
Lo sguardo si allarga anche sul piano internazionale con Osaka Design Week 2026, progetto che intende costruire un dialogo tra Milano e la cittĂ giapponese dalla forte tradizione manifatturiera e progettuale.
Come ogni anno, è impossibile orientarsi tra le centinaia di installazioni senza fare una selezione. Alcuni progetti, però, sembrano già destinati a diventare i luoghi simbolo dell’edizione 2026.
Tra i più attesi figura Alcova, che continua a esplorare architetture meno conosciute della città . Per l’edizione 2026 il progetto si sviluppa tra l’ex ospedale militare di Baggio e Villa Pestarini, residenza privata progettata da Franco Albini e mai aperta prima al pubblico.
A Palazzo Litta torna invece MoscaPartners con la nuova edizione di Variations, dedicata al tema Metamorphosis. Nel cortile d’onore trova posto Metamorphosis in Motion, installazione dell’architetta Lina Ghotmeh.
Tra i nuovi progetti urbani figura anche Convey 2026, che trasforma un edificio terra-cielo nella zona Missori in uno spazio espositivo distribuito su cinque piani dedicato al design internazionale, con una terrazza panoramica affacciata sulla cittĂ .
Il design da collezione trova spazio a Palazzo Donizetti, dove Artemest presenta una nuova edizione de L’Appartamento by Artemest. Rimadesio celebra invece i suoi 70 anni con un progetto speciale ospitato a Palazzo Isimbardi.
Alla Torre Velasca, al sedicesimo piano, Visteria Foundation presenta la mostra Polish Modernism. A Struggle for Beauty. Al Castello Sforzesco, nella Sala dei Pilastri, viene presentata ALBORI, installazione di Stark.
La mappa del Fuorisalone si articola nei diversi distretti urbani che negli anni hanno costruito programmi e identitĂ specifiche.
A Porta Nuova, dal 16 al 26 aprile, il progetto Blooming Imperfections – Relationships in Progress porta in piazza Gae Aulenti le opere di Andrea Olivari, artista noto per una ricerca che intreccia intelligenza artificiale e immaginari simbolici legati alla sfera emotiva. Il percorso si estende nel quartiere con diverse tappe, tra cui il Flower Bar in piazza Alvar Aalto.
Il Tortona Design Week 2026 introduce THINKING BETTER, Look back to Shape the Future. Qui si concentrano numerosi progetti: Tortona Rocks, le attivitĂ culturali di BASE Milano e il programma di Superstudio articolato tra SuperNova, SuperCity e SuperPlayground.
Accanto alla Stazione Centrale, negli spazi ferroviari di via Sammartini, Dropcity apre al pubblico i propri laboratori dedicati a ceramica, tessile, falegnameria e stampa 3D, rendendo visibili i processi di produzione. Nel Porta Venezia Design District il tema è Design is Act, ispirato al pensiero di Tomás Maldonado, mentre 5VIE propone un programma centrato sul concetto dei Qualia. Il Durini Design District sviluppa invece il tema Design Hospitality – Milan Style. L’Isola Design Festival presenta TEN: The Evolving Now nei suoi spazi “storici”. Nel quartiere Sarpi installazioni diffuse mettono in dialogo designer asiatici e creativi milanesi.
Uno dei punti di riferimento della settimana resta Brera Design District, che consolida la propria presenza con 217 showroom permanenti e nuove aperture.
Tra gli appuntamenti del distretto figurano l’installazione Serotonin – The Chemistry of Happiness di Sara Ricciardi nel loggiato della Pinacoteca di Brera, promossa da American Express, e La città delle idee di Mario Cucinella a Solferino 28, realizzata in occasione dei 150 anni del Corriere della Sera.
Grohe è presente al Piccolo Teatro Studio, mentre il progetto Arts & Crafts & Design trova spazio alla Casa degli Artisti con la Fondazione Cologni. Tra gli showroom e le installazioni diffuse si segnalano Valcucine, Molteni, Agape, Visionnaire e Margraf, mentre Grand Seiko presenta il lavoro di tre artisti giapponesi.
A Palazzo Moscova GLO for Art presenta un grande cerchio arancione luminoso, mentre Veuve Clicquot apre café e boutique alla Mediateca Santa Teresa. In via Marco Polo Materia 2.0 presenta una grande materioteca dedicata ai trend del Fuorisalone. Nel living dehor del luxury hotel Casa Brera, il pop-up store presenta pezzi iconici di Maccapani Edits nel rooftop.
Con Brera Tour, Casa Brera e Brera Design District propongono inoltre un tour privato in cinque abitazioni normalmente chiuse al pubblico, tra cui Casa Fornasetti, Casa Gregotti, Casa Museo Molinaro Colombari e l’Appartamento Brera Design District.
Tra le mostre collaterali figura anche 0-99. Design per gioco, in programma dal 10 aprile al 10 maggio a Palazzo Arese Borromeo di Cesano Maderno (MB).
La mostra riunisce giochi provenienti da diverse tradizioni e reinterpretazioni contemporanee del gioco come progetto, tra cui un Risiko di 90 metri quadrati, una scacchiera disegnata da Gianfranco Frattini, il tappeto-backgammon di Valeria Molinari, la battaglia navale prodotta da Pinetti, il gioco dell’oca in pelle di Pineider e il Carrom di Vismara Design.
Per una settimana Milano torna dunque a essere ciò che sa fare meglio: un luogo in cui il design non è solo esposizione ma energia urbana, rete di relazioni, dialogo tra culture.
E forse è proprio questo il senso più profondo del tema scelto per il 2026: Essere Progetto significa accettare che il design non sia mai definitivo, ma un processo continuo che attraversa persone, oggetti e città . A Milano, per qualche giorno, questo processo diventa visibile.
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