Categorie: didattica

didattica_progetti | Laboratori per non dimenticare

di - 31 Luglio 2009
L’attività didattica ideata dal Dipartimento educativo del Mambo per il Museo della Memoria di Ustica prevede un percorso estetico attorno alla suggestiva installazione creata site specific da Christian Boltansky. A volte il laboratorio si svolge in collaborazione con l’Istituto Storico Parri, il che implica che la visita sia affidata a due voci: un’educatrice museale del Mambo, la quale affronta la parte più attinente alla componente artistica, poetica e allestitiva, e un insegnante del Parri che, invece, narra la cronaca dei fatti e la storia dell’abbattimento del DC9.
L’accoglimento dei ragazzi avviene nell’atrio del museo, dove vengono date indicazioni sul luogo in cui ci si trova; subito l’educatrice introduce i concetti di “museo vivo” e di scatola museale come “monumento che respira”, tematiche propedeutiche alla “direzione di senso” che verrà sviluppata e risolta con il laboratorio finale.
Le poche indicazioni introduttive sul significato di quello spazio servono agli studenti per percorrere autonomamente il perimetro dell’installazione, dove giace il relitto dell’aereo abbattuto; una visita propedeutica, necessaria per l’ascolto della storia, della cronaca, delle inchieste e delle ragioni della nascita del museo.

I ragazzi rimangono ammaliati dalla suggestiva opera di Boltansky e, in particolare, dalle voci registrate che gli specchi neri emettono; la fascinazione è testimoniata dalle frasi che, anche se ascoltate per pochi minuti, vengono ricordate e ripetute esattamente dagli studenti. Pensieri semplici, riflessioni profonde, memorie quotidiane che appartenevano ai morti della tragedia di Ustica, ma anche considerazioni che toccano tutti noi, come la memoria collettiva e il dovere di non dimenticare.
Si riflette insieme sui temi dell’informazione, sul modo in cui le tragedie dell’umanità ci vengano quotidianamente trasmesse dai mass media, sul pericolo che corriamo di dimenticare le cose importanti. Boltansky, infatti, ha pensato di non fare mai spegnere le 81 lampadine (come un respiro) e gli 81 altoparlanti della sua installazione, simboleggianti le 81 vittime, proprio perché questo lavoro diventasse non un monumento, ma un’opera vivente, dove anche gli 81 specchi sono progettati affinché riflettano sempre l’immagine del visitatore, ma, nel contempo, anche quella dell’aereo retrostante.

Il laboratorio inizia con il mostrare ai ragazzi riproduzioni di opere di artisti e architetti che hanno lavorato spesso con il tema della memoria collettiva, quali Marina Abramovic, Anselm Kiefer, Daniel Libeskind, accompagnate dal dialogo tra l’educatrice e i bambini concernente gli avvenimenti storici dell’umanità che esigono il nostro ricordo.
Da qui si dispongono alcuni articoli di giornale con cronache attinenti a svariati avvenimenti della storia e si chiede agli studenti di sceglierne e leggerne uno, individuare un angolo del museo dove lavorare, riflettere e poi, con materiale da cancelleria, modificare l’articolo. Lo strappo, la cancellazione di parole, l’intervento con i colori, lo scotch, le forbici, sono tutte manipolazioni creative finalizzate a evidenziare le parti e le parole del testo ritenute da ciascun ragazzo più significative.

Alla fine del lavoro manuale, a turno, ogni piccolo visitatore viene invitato a raccontare la storia del proprio elaborato e interessante diviene ascoltare come ogni minimo gesto costruttivo, distruttivo e, quindi, interpretativo assuma in quel contesto un significato simbolico fortissimo: la croce rossa tra le parole simboleggia il sangue, l’articolo ripiegato a libro rimanda a verità individuali o collettive che continuamente si aprono e si chiudono, la cronaca di uno stupro diventa un foglio semplicemente strappato e pezzi di carta malamente incollati. Che si trasformano in ferite mai rimarginate.

articoli correlati
Installazione permanente di Boltanski per il Museo per la Memoria di Ustica a Bologna

gisella vismara

la rubrica didattica è diretta da annalisa trasatti


Museo per la Memoria di Ustica
Via di Saliceto, 5 (zona Stalingrado) – 40128 Bologna
Info: tel. +39 051377680 (Museo); info@museomemoriaustica.it

[exibart]

Articoli recenti

  • Progetti e iniziative

Artisti Marziali. Ti andrebbe di far parte di questo ring?

In occasione di ART CITY Bologna 2026, Palazzo Vizzani ospita nuovamente la stagione dei combattimenti tra artisti, dopo i primi…

5 Febbraio 2026 0:02
  • Arte antica

Il Barocco dove non te lo aspetti: Pontremoli e la costruzione della meraviglia

Dietro il volto medievale di Pontremoli si nasconde un Barocco colto, nato da peculiari condizioni storiche e dall’incontro di vari…

4 Febbraio 2026 18:22
  • Mostre

Alchimia Ginori: a Faenza la manifattura che diventa laboratorio di pensiero

Al MIC di Faenza, "Alchimia Ginori. 1737-1896. Arte e tecnica in manifattura" rilegge la storia di Doccia come un campo…

4 Febbraio 2026 17:28
  • On paper

È uscito exibart onpaper 131: un numero tra inquietudini geopolitiche e immaginari onirici

Il nuovo exibart onpaper registra le tensioni del presente: soft power, conflitti, derive autocratiche e, in controcanto, le risposte dei…

4 Febbraio 2026 15:10
  • Beni culturali

A Roma, Villa Torlonia si riattiva: completati gli interventi al Casino Nobile

A quasi 20 anni dalla riapertura, il Casino Nobile di Villa Torlonia ritrova equilibrio neoclassico e leggibilità grazie a un…

4 Febbraio 2026 14:10
  • Arte contemporanea

Bologna Art Week 2026: gli appuntamenti di oggi, in attesa di Arte Fiera

Mentre Arte Fiera scalda i motori, Bologna si riempie di cose da vedere, tra musei, palazzo storici e spazi indipendenti:…

4 Febbraio 2026 12:30