Evidentemente non bastava al sottosegretario più famoso del mondo essere presente tutti i giorni su tutti i media nazionali. Vittorio Sgarbi è anche la maggiore attrattiva di questo numero del Giornale dell’Arte. La sua intervista-fiume si sviluppa per più e più pagine, il titolo è altisonante ed urlante: “Fermi Tutti!”. Sarà questo infatti il grido che si dovranno aspettare coloro che non rispetteranno le regole della tutela dei beni culturali così come la intende il Vittorio nazionale. In realtà tutta la prima pagina del prestigioso mensile è ‘politica’: si parla infatti anche del ministro Urbani e della sua ferma volontà di spalancare ai privati le porte della gestione museale in Italia. Sempre un dibattito politico/artistico è quello sull’Ara Pacis documentato nelle pagine interne. Non si perde l’occasione di dar notizia riguardo ad un’altra annosa polemica: le dighe mobili sono il giusto strumento per salvare Venezia dall’affondamento? E ancora politica nell’articolo che racconta l’ormai nota crociata di Giuliani, sindaco di New York, contro l’arte contemporanea. Dal Kosovo arriva una buona notizia: il nostro paese organizzerà una croce rossa del restauro, con l’obiettivo anche di formare i tecnici locali per il recupero dei danni di guerra.
Nella sezione ‘mostre’ vengono illustrate e raccontate tutte le grandi esposizioni che segnano il ripartire della stagione: da Picasso a Milano al Rinascimento a Roma passando per Lanfranco a Parma. La grande retrospettiva su Balthus è invece sorprendentemente introdotta da…Richard Gere, grande amico del pittore ed autore di una intervista allo stesso.
Nella sezione ‘libri’ di grande interesse l’intervista a Massimo Vitta Zelman, ex Electa e ora patron di Skira che nelle scorse settimane ha concluso un accordo editoriale con Rizzoli: nascerà un grande colosso italiano del libro d’arte?
Nella seguita sezione sulle Gallerie Franco Fanelli si interroga sull’utilità delle inaugurazioni a catena nel mondo dell’arte contemporanea. Divertente giostra glamour-culturale o inutile pellegrinaggio tra tappe sempre più uguali a se stesse?
Gli inserti di questo mese sono il classico Vernissage (un lungo articolo di Umberto Eco sulla funzione del museo, recensioni sull’azione di Marina Abramovic a Milano e sulla biennale di fotografia di Torino) e il Giornale dei Tappeti.
Massimiliano Tonelli
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Il sindaco di New York è contro l'arte contemporanea, quale senso politico nasconde?
Gradirei che qualcuno me lo spiegasse.