Biennale, ancora e sempre Biennale. Questo numero si congeda per le vacanze estive con un Vernissage interamente dedicato alla fiera di Venezia. La guida completa ai padiglioni, elogi (pochi), stroncature (che si sprecano), le “pagelle”, i pareri della stampa internazionale. Un coro cui fa eco il brillante editoriale di Franco Fanelli con le sue critiche ad uno “spettacolo-evento da tutto esaurito”.
Sul Giornale campeggia invece in prima pagina un dettagliato resoconto su Art Basel , l’antiBiennale di giugno, non privo di qualche curiosità…
Tira aria nuova nel mondo dei musei: il Louvre avanza pretese “indipendentiste”, in Perù apre il primo museo di Arte Precolombiana retto da un direttore che non è né un intellettuale, né un archeologo né un antropologo (peccato che si siano dimenticati di dirci cos’è), a Bagdad riaprono alcune sale del museo iraqueno, in Austria l’autonomia dei musei sembra abbia scatenato una feroce concorrenza nella ricerca dei fondi…
Per il resto, a parte la sorpresa di vedersi “regalare” tanti supplementi, c’è aria di smobilitazione pre-estiva in questo numero di luglio-agosto. Segnaliamo soltanto l’ennesima puntata (collocata ormai, in sordina, a pagina 10) dell’infinita storia della riforma e la lettera dalla Germania di Ammann. Quest’ultima, vi confesso, è la prima cosa che cerco appena aperto il giornale, per passare, subito dopo alle pagine centrali, questo mese dedicate ad un tema veramente curioso, a cavallo tra arte e scienza: pare che la percezione dell’arte sia basata su leggi universali che accomunano uomini ed animali… così sembrerebbe che i topi siano grandi appassionati di Minimalismo…
paola vitolo
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