Quattro ali e un problema di interpretazione: è il caso degli angeli che decorano la scarsella nella cappella di Palazzo Medici Ricciardi, a Firenze. L’inventio di Benozzo Gozzoli li ha dotati di due paia di ali, con le piume occhiute come fossero quelle della coda di un pavone; un’anomalia, una licenza che non si riuscirebbe a giustificare senza indagare più a fondo, tra testi veterotestamentari, apparizioni di cherubini, annotazioni teologiche e confronti iconografici… Le ali dell’Invisibile è l’oggetto dell’articolo di Marco Bussagli dedicato alle teorie angeliche che il pittore allievo di beato Angelico pose ai lati della pala lippesca con la Natività: una lettura interessante che ipotizza una soluzione risalendo a quella visione di Ezechiele, descritta con dovizia di particolari nell’Antico Testamento, in cui i cherubini – ovvero angeli con quattro ali – sorvegliano e proteggono il Tempio e l’Arca dell’Alleanza.
Attraverso una carrellata di soggetti analoghi già noti – selezionati tra mosaici, codici miniati e cicli rinascimentali – il mistero si scioglie: cherubini erano anche le creature soprannaturali degli affreschi medicei a guardia – in questo caso – del Cristo Bambino, appunto Arca della Nuova Alleanza.
La mostra Zaha Hadid – opere e progetti, ospitata a Roma nel CNAC in attesa di essere costruito (e il Centro per le Arti Contemporanee è proprio un progetto della Hadid) è l’occasione per una lettura delle masse senza peso ideate dall’architetto anglo – irachena: ce ne parla Fulvio Irace, unendo all’analisi formale degli edifici un’interpretazione che allaccia gli spazi affilati e serpentiformi a El Lisickij, al Suprematismo di Malevic, a certe visioni aerofuturiste (e quest’ultima cosa appare sorprendentemente probabile, guardando soprattutto molte tavole di progetto dipinte che fanno parte dell’allestimento romano).
E all’interno nel numero di Giugno si parla ancora di architettura, riscoprendo – con l’articolo di Claudia Lamberti – Virgilio Marchi, ovvero – dopo Sant’Elia – l’altra faccia della progettazione futurista, fatta di agglomerati urbani fantastici, di pinnacoli, piazze sopraelevate e cavalcavia come montagne russe… un delirante luna park teorizzato e disegnato con perizia inquietante.
Segnaliamo – tra gli altri contributi – quello di Licia Michelangeli a proposito dei disegni di Malevic per i costumi di Vittoria sul sole, opera di teatro che metteva in scena Futurlandia, ovvero l’utopia di fusione di tutte le arti.
Annie-Paule Quinsac cura il dossier dedicato a Giovanni Segantini.
articoli correlati
Zaha Hadid: opere e progetti in mostra al CNAC di Roma
nuovo splendore per le Storie Francescane di Benozzo Gozzoli nella chiesa di Montefalco
maria cristina bastante
È morta a Vienna, nel giorno del suo ottantacinquesimo compleanno, VALIE EXPORT: figura centrale della performance art, ha trasformato il…
Dopo quasi dieci anni alla guida del MAMbo, Balbi termina l'incarico bolognese passando alla guida della articolata rete museale di…
Artist in Residence 2026: ancora pochi giorni per candidarsi al programma di residenza promosso da Camberwell College of Arts, University…
Alla Fondazione Giorgio Cini Eroi d’Oro ripercorre gli ultimi lavori realizzati da Georg Baselitz prima della sua morte. La mostra,…
La mostra di Stampone, aperta fino al 29 maggio presso la galleria milanese, è accompagnata da un testo critico di…
Entra nel vivo la seconda edizione di MOUE, il Festival della Grafica Sociale che anima Foggia con mostre, laboratori, talk…