Categorie: edicola

numero 180 luglio – agosto 2002 | Art e Dossier

di - 1 Agosto 2002

Piaceva, ai signori del Rinascimento – ma anche a quelli che ne raccolsero l’eredità, qualche tempo dopo – il mondo antico, quando aveva foggia della favola. Dei racconti fantastici, prediligevano quelli degli amori degli dei che potevano diventare allegorie, alludere alla salvezza dell’anima, o alla dignità dell’uomo e intanto perpetuare lo spirito cortese, l’illusione del mondo perduto e il momentaneo svago, il divertimento: così diventavano dipinti, sculture, erano trascritti in cicli di affreschi, tradotti in motivo decorativo. Una serie di mostre – allestite a Firenze – ripercorre la fortuna del mito, concentrando l’attenzione sulla stagione rinascimentale, tra complicazioni neoplatoniche, gusto colto, raffinata resa; Art e Dossier dedica il numero estivo ad quest’itinerario fiorentino, affidando ai rispettivi curatori la presentazione e l’introduzione agli allestimenti.
Si parte dal rapimento di Europa ed è Cristina Acidini Luchinat a spiegarci come l’imagerie della principessa a cavallo del toro abbia attraversato i secoli, fino a stare, con un espediente tanto semplice quanto poetico, sullo sfondo di un quadro di Diego Velazquez: si tratta delle Filatrici, moderna versione di un altro mito, quello di Aracne. Europa è ricamata su un arazzo, posto sulla parete che chiude la stanza dove le filatrici lavorano: quadro nel quadro, incastro di due racconti.
Di Ganimede , principe troiano, scrive Marcella Marongiu: il fanciullo, trasportato sull’Olimpo da Giove – di nuovo sotto mentite spoglie, questa volta di aquila – immagine dell’elevazione dell’anima per l’entourage ficiniano riuscì a sopravvivere anche negli anni del rigore post – Tridentino; tra le tante rappresentazioni (sia come fanciullo rapito, che coppiere degli dei) resta imprescindibile il foglio di Michelangelo per Tommaso de’ Cavalieri: Ganimede è quasi un tutt’uno con l’aquila, sorretto, abbandonato, incosciente…
Ancora tra gli articoli: L’amore secondo Michelangelo (di Franca Falletti), excursus sulle tracce di Venere, Cupido, ma anche di Leda, dell’Aurora e della Notte; la Riforma Luterana, filtrata dalla pittura di Lucas Cranach (l’articolo la Riforma dell’immagine di Hanne Kolind Poulsen prende le mosse dalla mostra monografica inaugurata a Copenhagen) e la storia di Marisa Mori pittrice che ha attraversato gli anni del tra le due Guerre Mondiali: allieva di Casorati ed Aerofuturista per passione. (Esperienze di Novecento di Alessandra Marzuoli).
A Bronzino è dedicato il dossier, ce ne parla Antonio Paolucci.

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maria cristina bastante


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