I due numeri del 2000 di Venezia Cinquecento, attualmente in distribuzione, pubblicano gli atti del Convegno su Lorenzo Lotto, tenutosi a Bergamo nel 1998. Perfettamente in linea con i presupposti della rivista, che nasce come rivista esclusivamente di ricerca, e con il suo pubblico, costituito prevalentemente da studenti e studiosi, i numeri 19 e 20 offrono ai lettori un approfondimento di grande spessore sulla figura di Lotto. Quindici saggi, nove nel primo numero dell’anno e sei nel successivo, scritti da autorevoli firme, analizzano a fondo la figura di Lotto, con particolare attenzione alle sue opere, realizzate durante il soggiorno bergamasco o comunque conservate a Bergamo.
Il numero 19 focalizza gran parte dell’attenzione sul reperimento di testi, manoscritti e a stampa, esclusi i documenti, redatti tra il Sei-Settecento e il 1830, che faccia riferimento a questa selezione della sua produzione artistica. Da questa ricerca parte e si estende il discorso su questo “eccentrico” artista (definito così da Roberto Longhi per mettere in risalto l’inquietitudine psicologica del suo linguaggio che sovverte l’armonia delle composizioni di Giovanni Bellini) fino ad analizzarne l’opera nei dettagli. Intrigante dubbio solleva e poi scioglie l’intervento di Francesca Cortesi Bosco intorno alla ‘Madonna col Bambino e i Santi Pietro Martire e Giovanni Battista’. Enrico Maria Dal Pozzolo ci dà informazioni sulla bottega lottesca. Illuminante anche il contributo di Amalia Pacìa che ci propone una rilettura dell’Assunzione della Vergine, datata 1527, in seguito al restauro che ne ha portato alla luce nuove particolarità compositive che chiariscono la struttura della pala, rimasta misteriosa fino a questo momento.
L’intervento di Augusto Gentili, Direttore di Venezia Cinquecento, che apre il numero 20, articola una indagine su uno dei molti animali presenti nelle tele del Lotto: lo scoiattolo, mettendone in risalto le valenze simboliche. Costanza Barbieri illustra gli affreschi di San Michele al Pozzo Bianco a Bergamo e il ciclo di San Giorgio a Credaro, firmati e datati entrambi 1525. La critica ha poco approfondito l’analisi di questi due cicli dal tono apparentemente dimesso, che però incarnano tutte le complessità tipiche dell’arte lottesca. I restanti saggi completano l’indagine sull’attività artistica di Lorenzo Lotto a Bergamo. Gli Atti del Convegno sono corredati da un considerevole numero di illustrazione in bianco e nero, e alcune a colori.
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Daniela Bruni
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