Purtroppo anche questo mese Ars ci offre uno spessore un po’ più ridotto rispetto alle abitudini. Comunque, la struttura rimane quella ben nota. Si comincia con gli appuntamenti: i grandi spazi impachettati da Christo e Jeanne–Claude a Brescia, le raffinate rifiniture di gioielli a Firenze; Kandisky a Milano e Mengs a Padova. Maggiore spazio è dedicato all’esposizione di Lugano su un personaggio incrocio di molteplici influenze quale è Marc Chagall: tra le origini russe e la vitalità parigina, tra le icone tradizionali e i valori plastici cubisti, tra pittura e poesia.
Come abbiamo notato nello scorso numero, la direzione principale di Ars sta diventando il mondo artistico contemporaneo. Gnoli, Galliani e Ruschi nell’Osservatorio delle gallerie d’Italia. A Genazzano la collezione Tonelli offre un nuovo spazio espositivo: Beyus, Burri, Fontana, Warhol, solo per fare alcuni nomi. Le provocazioni al neon degli artisti inglesi, le fotografie di Andreas Gursky al Moma di New York, Dirk Skreber a Berlino e le accumulazioni del Nouveau Realisme di Arman a Barcellona: ecco le tappe principali attraverso le capitali mondiali. I più sedentari, invece, si possono accontentare di un viaggio in Internet attraverso i due cd–rom di Omnia Arte.
Un interessante contrasto emerge nelle pagine successive: due nudi. La sovversione e l’erotismo delle donne di Nan Goldin e Andres Serrano a poca distanza dalle linee pure e sinuose dei corpi di Raffaello.
Ars ci offre anche la storia curiosa del grande vetro di Duchamp. In più lo speciale di Calvesi si addentra nel mondo misterioso di Orchi, Sirene e Draghi. Infine, scambiamo due parole con Joseph Kosuth che ci aiuta a riflettere sul mondo dell’arte e sul ruolo dell’artista.
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Marta Severo
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MA sta diventando una struttura di arte contemporanea?
Come mai pubblicate questi riassunti di riviste pero' di un mese prima. Volevo comperare ARS e FlaSHART ma non riesco a trovare i vostri riassunti.