Il numero di ottobre di ARS dedica il suo servizio di punta al fenomeno dell’arte contemporanea italiana Vanessa Beecroft, divenuta una star internazionale grazie alle sue performance. L’immaginario dell’artista viene analizzato con precisione da Laura Cherubini che ripercorre l’intera carriera della Beecroft dalla prima mostra milanese del 1993, in cui veniva affrontato il tema dell’anoressia e del disturbo alimentare attraverso l’esposizione di un diario e di alcuni disegni, fino alla recente performance realizzata a Genova in occasione del G8. Il disegno e il mondo del cinema vengono individuati come elementi fondamentali dell’arte della Beecroft, insieme alla creazione di un immaginario fatto di giovani donne e dalla scelta di abiti e accessori, legati da un principio di serialità e di maniacale attenzione al dettaglio.
L’articolo “Vizi di Società”, firmato da Fiamma Arditi presenta invece la mostra newyorkese del fotografo del jet set Helmut Newton, mentre la sezione dedicata a Parigi racconta l’esposizione di Dan Graham al Musèe d’Art Modern, fornendo una stimolante lettura dell’arte concettuale, allo stesso tempo fredda e spettacolare.
Un consistente fetta della rivista indaga le tematiche dell’arte video e digitale con la presentazione del World Wide Video Festival, da poco conclusosi ad Amsterdam, l’intervista a Gianni Romano, curatore di Media connection (in corso alla Triennale di Milano) e la riflessione condotta da Bruno di Marino sull’arte multimediale.
Interessantissimo lo speciale di questo mese, che Francesco Poli dedica al sistema dell’arte newyorkese dal dopoguerra ai nostri giorni. Personaggi come Alfred R. Barr, primo direttore del MOMA, i galleristi Leo Castelli, Sidney Janis, Ileana Sonnabend e naturalmente Peggy Guggenheim, vengono presentati attraverso ritratti a tutto tondo.
Chiudono il mensile un articolo-intervista a Louise Bourgeois e un servizio sui nuovi quartieri in di Londra, in cui gli spazi del contemporaneo sembrano in continua migrazione.
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Valentina Tanni
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Interessante come il disegno e il mondo del cinema vengono individuati come elementi fondamentali dell'arte della Breecoft e come la rivista indaga le tematiche dell'arte video e digitale.
Brava Valentina Tanni, hai fatto un bel articolo.