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L’eredità di Hermann Nitsch nell’Azione-di-6-giorni: d’ora in poi un classico da replicare

di - 12 Agosto 2022

Intensität: ecco una parola chiave nell’universo di Hermann Nitsch. D’intensità si è nutrita infatti la messa in scena postuma dell’azione n.160, pensata per 6 giorni ininterrotti e compiutasi al Castello di Prinzendorf secondo la partitura delle prime 48 ore: dal gong alle 5.30 del 30 luglio, fino all’alba del 31. Nel mezzo vari momenti teatrali e musicali, scanditi con ritualità sacrale tendente all’eccesso, in un crescendo estatico, fino ai due sorprendenti “Finale” serali. Un continuum verso inedite rinascite.
Il primo giorno è stato caratterizzato da tableaux vivant con l’uso di diversi elementi naturali, mentre nel secondo giorno è stato introdotto il colore e la gestualità sapiente degli assistenti nello spargere «tutti i toni dell’arcobaleno» su grandi tele bianche, che hanno dato vita a una malaktion (azione di pittura) nell’aktion e arricchito la scenografia del castello tardo-barocco.

Prove generali Azione-di-6-giorni (160.aktion), Schloss Prinzendorf, Prinzendorf, 29 luglio 2022 © Hermann Nitsch, Photocredit: Feyerl

I “quadri viventi” sono stati incarnati da circa 70 attori, provenienti da tutto il mondo (compresa l’Italia): tra loro anche Helga, i cui genitori parteciparono nel 1998 all’unica azione-di-6-giorni finora mai realizzata, e l’artista Thibault Delférière, protagonista nel 2005 dell’azione n.122 al Burgtheater di Vienna, nonché di entrambi i toccanti “Finale” della n.160. Delférière, infatti, colpito da una malattia degenerativa, non si è sottratto dal vivere a pieno l’armonia cosmica irradiata dal suo maestro.
Per Nitsch l’opera d’arte totale su ideale wagneriano al suo “Bayreuth” è stata concepita come un eterno ritorno, di cui l’azionista aveva indicato minuziosamente ogni dettaglio, passando in consegna il suo fischietto per la direzione delle scene al figlio adottivo Leonhard Kopp e all’artista Frank Gassner, profondi conoscitori dell’opera del maestro, mancato il lunedì dopo la Resurrezione pasquale, con una programmaticità sorprendente. Anche in questo consiste il mistero di Hermann Nitsch: per tutta la vita ha lavorato alla 6-Tage-Spiel, la festa-cerimonia di 6 giorni, realizzata integralmente nell’azione n.100 nel 1998 a 60 anni esatti, sempre nel suo microcosmo ideale a nord di Vienna.
Nell’azione n.160 del Teatro delle Orge e dei Misteri la musica composta da Nitsch e suonata da circa 100 orchestrali diretti da Andrea Cusumano, ha avuto un ruolo ancora più dominante in ciascuna sequenza, mimesi della vita in ogni suo aspetto: dalla tragedia eroica (con echi del Die Walküre) alla gioia spensierata del folklore delle bande popolari, dallo scampanio solenne fino all’amorfismo della monotonia esistenziale.

Azione-di-6-giorni (160.aktion), Schloss Prinzendorf, Prinzendorf, 30 luglio 2022 (giorno 1). © Hermann Nitsch, Photocredit: Feyerl

Ogni “quadro” è apparso come miscela visiva tra le composizioni caravaggesche di frutta marcescente e la ieraticità del Bue macellato (1655) di Rembrandt, con l’aggiunta dell’impeto scenico da teatro della crudeltà di Antonin Artaud. «Il teatro è prima di tutto rituale e magico non è una rappresentazione. È la vita stessa in ciò che ha di irrappresentabile» (dalla prefazione di Jacques Deridda ad Antonin Artaud, Il teatro e il suo doppio, Einaudi, Torino, 1968, p.IX).
La magia rituale di Hermann Nitsch attrae “follower” proprio grazie alla sua intensità vitalistica, antidoto alla dilagante superficialità mortifera. L’evento recente ha registrato un sold out per la sua capacità di far esperire l’essere, attraverso una forma teatrale sinestetica, fino a una catarsi basata sui sensi più che sulla coscienza. I visitatori dell’evento sono stati inebriati da cieli stellati, dall’incenso e da circa 3000 fiori, sono stati sopraffatti da una miscela acre di circa 1000 litri di sangue versato, 6000 litri di vino, 6 tonnellate tra uva e pomodori delle campagne del Weinviertel, di cui i corpi degli attori, nudi o rivestiti di un camice candido, si sono intrisi alla fine di ogni eucaristia (transustanziazione di sangue in vino) seguita allo sfrenato baccanale. «in effetti voglio solo provocare quello stato in cui ci viene la pelle d’oca, quando brividi inimmaginabili e pungenti di felicità ci percorrono con piacere nel dolore – teorizza Nitsch nel 1995 – , quando si ascolta Bach, Beethoven, Bruckner, si assiste a una tragedia greca o si legge Hölderlin, il movimento fondamentale, il potere fondamentale dell’universo dovrebbe essere sentito, sperimentato […]».

Azione-di-6-giorni (160.aktion), Schloss Prinzendorf, Prinzendorf, 30 luglio 2022 (giorno 1). © Hermann Nitsch, Photocredit: Feyerl

Così è stato, e già si pensa al 3 Tage, il Giorno 3 «da mettere in scena nel 2023 – conferma Rita Nitsch – Il 4°, 5°e 6° giorno saranno invece eseguiti negli anni a venire». Tutto schedulato per i futuri reenactment con variazioni sul tema; del resto, appuntava Nitsch nel 1995: «l’intensità è premere sul gas, ma senza perdere il panorama per strada e il controllo dell’auto».

Azione-di-6-giorni (160.aktion), Schloss Prinzendorf, Prinzendorf, 30 luglio 2022 (giorno 1). © Hermann Nitsch, Photocredit: Feyerl

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