Categorie: exibart.prize

Ecco sei nuovi finalisti di exibart prize EP6!

di - 4 Maggio 2026

Emma Scarafiotti

Emma Scarafiotti (nata nel 1996) è un’artista italiana di mixed media. La sua pratica si sviluppa all’intersezione tra cinema, installazione e performance.
Inizialmente fotografa e performer, ha poi trovato nelle arti audiovisive la sua forma espressiva più completa. Dopo essersi laureata con lode in Design & Art Direction al London College of Communication, ha conseguito un Master in “Nuove Tecnologie per le Arti Visive”.
Il suo lavoro approfondisce temi legati al genere, al femminismo e al rapporto in evoluzione tra umano e non-umano, esplorando le intersezioni tra specie.
La pratica artistica di Emma Scarafiotti consiste nella sperimentazione con diversi media, che spaziano dal cinema alla fotografia, dal suono alla performance. Queste differenti forme di espressione le permettono di trasmettere lo stesso concetto su piĂš dimensioni, offrendo interpretazioni diverse.


Antonio Taschini

Il mio lavoro nasce da un’urgenza narrativa ed estetica.
Per esprimerla mi affido a concetti come frammento, segno, trasformazione nel tempo, memoria, stratificazione e residuo, elaborati attraverso la lente di due discipline che mi appartengono profondamente: l’architettura e l’archeologia, respirate fin dall’infanzia.
La materia principale è la ceramica, l’argilla, elemento originario e archetipico, che affianco spesso a ferro e corda. Questi materiali hanno per me la stessa forza simbolica di pane, vino e olio: evocano essenzialità, sacralità, calore e lo scorrere del tempo.
Le superfici delle mie opere tridimensionali diventano pagine su cui inscrivere immagini stratificate, emerse dall’interiorità, dal passato e dall’osservazione dei luoghi che abitiamo: spazi in cui epoche e simboli si sovrappongono, dove le architetture si intrecciano e si trasformano nel tempo.


Gianni Depaoli

Gianni Depaoli artista materico, eclettico e visionario, nato a Ivrea il 4 marzo 1961.Vive e lavora a Candia Canavese, dove ha trasformato un ex magazzino frigorifero in galleria personale, lo Spazio Menotrenta, utilizzando le celle come sale espositive. Elabora pelli e inchiostri di pesci e cefalopodi, trattati con bisturi e aghi d’acciaio per stabilizzarli e sublimarli in opere visive. La sua ricerca nobilita gli scarti organici, intesi come memoria del nutrimento umano, affrontando temi di degrado ambientale e temi sociali. I progetti personali: “Rossomare” alla Gam di Genova Nervi, “Mare Nero” al Museo Caffi di Bergamo, “Allarme Ambiente” al Museo di Scienze Naturali di Genova, “Hope” al Palazzo della Trasparente alla Regione Piemonte, “Quattro volte tutte le stelle delle Via Lattea” al Castello di Govone e Galleria Gart di Neive, “Affables abimes” al Musee Martac di Mentone sono solo alcune delle mostre che ne testimoniano l’impegno ecologico e sociale. Lavora sulla materia, esaltando cromatofori, trasparenze e forme, con cicli come le schiuse di ovature marine, i cementi e altri materiali recuperati in natura.

Lara Nex Oliva

Lara Oliva, in arte Nex, è nata a Capua il 9 Agosto. È un’illustratrice, pittrice e professoressa di arte e di storia dell’arte. Dopo la maturità scientifica, nel 2015 si laurea con lode in Grafica d’Arte e Illustrazione presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli. Nel 2018 si laurea anche in Archeologia e Storia dell’Arte presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli studi della Campania “Luigi Vanvitelli” con una tesi in Archeologia Classica sulla Cirenaica, realizzando pure un libro illustrato su Cirene. In seguito, a Roma frequenta il Corso di Specializzazione in Illustrazione Editoriale presso lo IED. Partecipa a varie mostre in importanti città italiane, tra cui Firenze, Napoli, Roma, Salerno, Avellino, Torino e Genova. Inoltre, si occupa di pubblicazioni editoriali, da menzionare il suo libro illustrato che si intitola “Thaumazein. Un’indigestione di emozioni”.

Arianna Ellero

Arianna Ellero è un’artista visiva con base a Udine. Il suo lavoro si sviluppa come una ricerca sul rapporto tra pittura, percezione e materia, intesa come dimensione temporale del vissuto: un fluire che non si stabilizza, in cui l’immagine emerge attraverso stratificazioni e processi di trasformazione, mantenendo la superficie costantemente attiva.
Il suo percorso inizia a Berlino, presso lo studio condiviso Werkstattraum (Skalitzerstrasse), e si sviluppa attraverso collaborazioni con musicisti e progetti interdisciplinari, in cui pittura e suono agiscono nello stesso campo percettivo.
Le sue opere fanno parte di collezioni pubbliche e private, tra cui la Ljubljana Festival Collection.
Sono state esposte in contesti istituzionali in Italia e all’estero, tra cui la recente personale Nenehno gibanje / Movimento incessante alla Mestna Galerija di Nova Gorica (marzo–aprile 2026) e la mostra personale presso Casa Furlan, Fondazione Ado Furlan di Pordenone (maggio–giugno 2026).

Micol Magni

Nata nel 1975, vivo e lavoro in provincia di Bergamo. Ho frequentato l’Accademia di Belle Arti di Brera. Ho partecipato alla formazione di un gruppo artistico femminile chiamato Hidrotintas.
Lavoro con la pittura, il ricamo, il disegno, oggetti creati all’uncinetto, fotografie. Lo spunto è qualcosa che viene da lontano, spesso da un’immagine. A partire da pochi elementi ripeto una semplice azione per un tempo che immagino infinito, così che l’opera cresca lentamente.
C’è uno scambio di consistenze, il ricamo rende materiale una fotografia, l’uncinetto che ha un corpo diventa un’immagine, la pittura è costruita come una scultura.

Vedi gli altri finalisti di exibart prize su exibartprize.com

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