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exibart prize incontra Amanda Dürer

di - 28 Aprile 2023

Qual è stato il tuo percorso artistico?

Ho studiato illustrazione e in seguito Belle Arti all’Università di Barcellona, in Spagna. Il mio percorso artistico è cominciato da poco, nonostante il mio amore per l’arte sia stato precoce. Penso che a volte siano necessari molti anni, esperienze e lavoro su se stessi per decidere di dedicarsi all’arte, ci vuole coraggio, fede, coscienza di sé. Finora mi sono dedicata all’illustrazione da freelance. Ho recentemente ripreso il mio lavoro con l’arte grafica, potrei dire che mi sono appena affacciata al mondo dell’arte.

Quali sono gli elementi principali del tuo lavoro?

Il mio lavoro ruota intorno all’Uomo nel senso più universale del termine, all’essere umano nelle sue più intime sfaccettature, le sue ombre, la sua luce, la sua natura mutevole, tesa alla costante evoluzione. Questa ricerca si muove dall’interno all’esterno, interessa in primo luogo me, l’essere umano che posso sondare più da vicino, dalla convinzione che solo conoscendo noi stessi possiamo davvero conoscere l’altro, dunque il mondo. Conoscere vuol dire avere la possibilità di scegliere, e di agire.

In quale modo secondo te l’arte può interagire con la società, diventando strumento di riflessione e spinta al cambiamento?

L’arte interagisce con la società nella misura in cui interagisce con l’individuo, creatore e osservatore. La società siamo tutte e tutti. Qualcuno ha detto che l’arte non cambia il mondo, ma cambia le persone e dà loro il potere di sognare, di manifestare, di comunicare e unirsi a livello sottile per realizzare questo cambiamento.

Quali sono i tuoi programmi per il futuro?

Imparare, creare, espandermi, collaborare, potenziare i miei talenti per poterli mettere al servizio. Mi piacerebbe concepire un progetto artistico da realizzare con le ragazze e i ragazzi detenuti nei carceri minorili. E dare il mio contributo alla strenua lotta delle donne nel mondo.

In quale modo le istituzioni potrebbero agevolare il lavoro di artisti e curatori?

Snellendo la burocrazia e favorendo le nuove generazioni. Investendo nell’arte come strumento fondamentale per la formazione e lo sviluppo umano. Ciò vuol dire anche garantire spazi per la creazione, la ricerca e l’aggregazione, finanziare progetti che fomentino gli scambi a livello internazionale, alleggerire gli oneri economici (penso per esempio alla questione dell’IVA). Per andare più a monte, G.M.Tosatti (direttore artistico de La Quadriennale) dice in un’intervista che prima di richiedere maggiore supporto alle istituzioni, il mondo dell’arte dovrebbe acquistare organicità, efficienza di per sé, diventare un arazzo dal groviglio di fili che attualmente è, per poter avanzare proposte chiare ed efficaci da questa coerenza interna. Condivido questa visione, da dentro a fuori.

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