Qual è stato il tuo percorso artistico?
Appassionato inoltre di fotografia d’architettura, anche in questo caso ammiro l’iconocità delle grandi opere sia del mondo antico che moderno; nella mia passione sento la sfida di far parlare con i miei scatti le grandi opere costruite, come se fossero delle creature narcisistiche silenziose in attesa di qualcuno che esprima la loro grandezza.Ma dal 2015 la passione per la fotografia d’ambienti, l’avventura ed il rischio confluisce nel nuovo genere fotografico che tratto fino ad oggi: la fotografia di antichi luoghi decadenti, cercando di trasmettere inusuali emozioni e di dare voce a queste strutture cariche di malinconico fascino.Un mondo segreto e silenzioso che esiste sia nel presente che nel passato, in una dimensione sospesa fuori dal tempo.
La ricerca dei luoghi é parte integrante della sfida, oltre al rischio legale di essere scoperti in proprietà altrui spesso sorvegliate o comunque non pubblicamente accessibili.Anche qui, con uno stile personale rivolto sempre all’estetica, non mi limito mai esclusivamente all’aspetto documentaristico, ma voglio rappresentare l’antico orgoglio di luoghi destinati a essere cancellati dal tempo, in una maniera completamente differente dalle solite immagini di luoghi decadenti di altri fotografi esploratori dell’abbandono.
Quali sono gli elementi principali del tuo lavoro?
Altri fotografi autoriali illustri di interni si preoccupano esclusivamente del soggetto, rappresentato solo nella sua concettualità visiva. Ma perchè non curare anche la luce in modo da avere un prodotto che includa anche una componente estetica che possa risultare piacevole per l’acquirente e chi lo vede?
Sentivo che mancava quindi qualcosa, un ingrediente segreto per distinguermi da altri esploratori e fotografi.
L’ingrediente era Caravaggio.
Caravaggio è considerato il primo grande fotografo grazie alla sua tecnica basata sullo studio delle luci ed ombre.
Quale miglior fonte d’ispirazione potrei trovare per creare un ponte tra fotografia urbana e pittura?
Il grande artista italiano utilizzava soggetti emarginati della società, come vecchi mendicanti e prostitute, per poi glorificarli in trasposizioni di santi e madonne. Ed anche le sue nature morte mostravano frutti in fase di maturazione avanzata, con atmosfere di decadenza autunnale.
I miei soggetti, decrepiti come quelli di Caravaggio, si ispirano a lui arrivando ad assumere quasi la qualità di un dipinto, trasformando qualcosa di decadente ed inanimato in un’opera dove le ombre dominanti e le luci suscitano nello spettatore emozioni discordanti, suscitate da un’antica bellezza avvolta nelle tenebre. Seppur abbia fotografato luoghi abbandonati in Europa, è sempre alle bellezze italiane che rivolgo il mio cuore. Inoltre sono un appassionato del periodo Risorgimentale, coi suoi valori ed il suo orgoglio patriottico. Per me è quindi quasi un doveroso compito immortalare la vecchia bellezza architettonica italiana nel suo corrotto splendore. Un fotografo italiano che immortala soggetti italiani ispirato da un grande italiano…è il mio omaggio made in Italy a 360 gradi alla nostra antica tradizione.
In quale modo secondo te l’arte può interagire con la società, diventando strumento di riflessione e spinta al cambiamento?
Quali sono i tuoi programmi per il futuro?
In quale modo le istituzioni potrebbero agevolare il lavoro di artisti e curatori?
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