Qual è stato il tuo percorso artistico?
Sono nato, vivo e lavoro a Catania. La vista del mare è per me esistenziale. Da sempre prediligo esprimere la mia sensibilità artistica attraverso la pittura, anche se non ho mancano di esplorare l’incisione, la grafica, il video e la fotografia digitale. Fino all’età di 27 anni ho anche preso parte ad alcune mostre collettive con produzioni pittoriche.
Ho una formazione artistica, tuttavia per lunghi anni la mia creatività l’ho riversata esclusivamente al mondo del marketing/pubblicità , all’inizio da illustratore, poi Art director e infine Direttore creativo, attività che svolgo ancora adesso.
Pittore, dunque, oltre che pubblicitario e viceversa.
Dopo una pausa lunga più di vent’anni (spezzata solo nel 2011 da un paio di spettacoli nei quali realizzavo in estemporanea dei bozzetti a pastello, proiettati sulla scena, durante l’esecuzione dal vivo di musiche di e con il M° Matteo Musumeci) il 2022 segna una decisa ripartenza nella produzione di nuovi elaborati.
Quali sono gli elementi principali del tuo lavoro?
Quella di oggi è una produzione in divenire, via via che avanza prende la traiettoria della maturità , probabilmente. Le figure dei miei soggetti, spesso curate nei dettagli, sembrano emergere dagli sfondi: fondali dal tratto vibrante e gestuale, con segni a volte ampi, altre volte rapidi e istintivi. Nei miei soggetti figurativi il tempo sembra essere sospeso, come un fermo immagine cinematografico, come a voler significare che lo svolgersi dell’esistenza è fatta di singoli frammenti, che ogni attimo, se afferrato, può raccontare suggestioni, storie, sentimenti.
Ogni singolo frame è già una vicenda a sé, quell’attimo prima che sopraggiunga il frame seguente; una micro-storia che prima di essere metabolizzata va osservata, analizzata e compresa, nel suo intimo più recondito.
In quale modo secondo te l’arte può interagire con la società , diventando strumento di riflessione e spinta al cambiamento?
Ritengo che ogni forma d’arte possa tracciare percorsi per il miglioramento, sia che si tratti di linguaggi convergenti o divergenti tra loro, perché nel confronto e nel dialogo nascono le nuove visioni, che poi sono sostanza della collettività che muta. Mi piace quando l’arte dialoga con l’arte, mi piacerebbe che nascessero più spesso sistemi di dialogo multi-piattaforma dove letteratura, musica, prosa, pittura, cinema, danza, architettura e poesia entrano in risonanza.
La creatività espressiva nasce sempre dall’impellenza di comunicare suggestioni che non sono mai fine a se stesse, attraverso la narrazione (a volte irrazionale, stupita, affascinante, altre volte irriverente, concettuale, tragica o incantata) l’arte urta l’intimo del singolo per rivolgersi alla società intera.
A torto o a ragione l’arte induce comunque a riflettere sul senso delle suggestioni e degli accadimenti su cui vale la pena indagare, dunque rappresenta uno specchio incantato dove l’immagine riflessa della società stessa si manifesta nella sua cruda deformità .
Quali sono i tuoi programmi per il futuro?
Malgrado la mia etĂ sono un artista emergente, quindi ho la necessitĂ di trovare il mio spazio artistico. Mi auspico di riuscire ad arricchire la mia nuova produzione, in modo da prendere in considerazione la possibilitĂ di esporla in una personale di rilievo.
E poi mi piacerebbe accrescere la mia conoscenza d’arte (continuo a sentirmi un inguaribile ignorante) magari confrontandomi con artisti di tutto il mondo.
In quale modo le istituzioni potrebbero agevolare il lavoro di artisti e curatori?
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