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exibart prize incontra Sanja Milenkovic

di - 21 Gennaio 2025

Come hai scoperto la tua passione per l’arte? Ci sono stati momenti o persone particolari che hanno influenzato il tuo percorso?

Sono cresciuta in una famiglia di creativi e artisti. Mio padre, fashion designer, da anni colleziona le opere dei famosi artisti Serbi, quindi da sempre sono stata circondata dai quadri. All’età di dodici anni ricordo d’aver fatto un disegno e i miei genitori avevano subito capito quale sarebbe stata la strada giusta per me. Mi sono diplomata al liceo artistico, laureata con lode in pittura all’Accademia di Belle Arti di Brera e alla stessa ho completato il biennio specialistico di arti visive. Ho iniziato a fare le prime mostre nelle gallerie milanesi all’età di 22 anni.

Ci sono temi o concetti ricorrenti che esplori attraverso la tua arte? Cosa ti ispira maggiormente?

Durante l’accademia la mia ispirazione proveniva dai futuristi come Giacomo Balla e Umberto Boccioni. Mi interessava catturare e dipingere il movimento. In questo momento mi ispiro a Neil Jenney, Wilhelm Sasnal, Eric Fischl, per citarne solo alcuni. Nel mio lavoro ho due temi principali che alle volte associo, il primo sono le persone viste dalle prospettive diverse e dai colori monocromatici, il secondo è il paesaggio dove cerco l’idealismo e spesso l’irrealismo, infatti ho fatto una serie intitolata ‘Unreal reality’. Uso i colori acrilici perché mi permettono di lavorare in modo veloce come piace a me e di cambiarli spesso senza dover aspettare troppo.

Come pensi che il contesto culturale e sociale in cui vivi influenzi il tuo lavoro artistico?

Sulla scena artistica di oggi è presente di tutto, dai murales alla performance, land art, pittura, intelligenza artificiale. Il periodo in cui viviamo è davvero aperto ad ogni tipo d’arte e questo è molto bello.

Puoi raccontarci di un progetto o di un’opera a cui tieni particolarmente e spiegarci il motivo?

Con l’opera ‘Waterfalls’ ho vinto due premi speciali all’Arte Laguna Prize nel 2017. La residenza d’arte a Barcelona con la mostra bi-personale presso il centro d’arte Espronceda e il secondo premio, la mostra personale alla Galleria Fernando Santos di Porto in Portogallo dove ho esposto circa 30 opere.

In che modo l’interazione con il pubblico influisce sulla tua pratica artistica? Ti capita di modificare il tuo lavoro in risposta ai feedback che ricevi?

Miei recenti lavori trattano spesso il tema del riscaldamento globale, un soggetto molto discusso e popolare negli ultimi anni. Mi rendo conto che l’osservatore mentre guarda un mio quadro anche se figurativo alle volte percepisce diverse sensazioni e ottiene messaggi differenti. Mi piace dare la libertà d’interpretazione al pubblico, avere dei feedback, perché anche questa é la funzione del pubblico, ma questo non va a modificare i quadri già fatti, piuttosto mi fa riflettere sui prossimi.

Cosa pensi della commercializzazione dell’arte contemporanea? Pensi che possa compromettere l’integrità dell’opera o la sua funzione critica?

La commercializzazione d’arte contemporanea sicuramente dal 2020 si è amplificata notevolmente. Oltre alle fiere d’arte ora ci sono numerose piattaforme sia per gli artisti che per le gallerie dove sicuramente le vendite si concludono più facilmente perché accessibili online a tutti, ma secondo me questo non influenza il valore e l’importanza dell’opera. NFT o crypto art sono un evoluzione che però indubbiamente ha modificato l’integrità dell’opera e creato l’epoca dell’immaterialità, proprio perché in un universo digitale l’arte può essere facilmente clonata. Arte se fisica rimane sempre un investimento sicuro con il valore artistico ed economico.

Unreal reality

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