Come è iniziato il tuo percorso artistico? C’è un momento, un incontro o un’esperienza che ha segnato l’inizio della tua ricerca?
Nel 2007 anno in cui mi sono laureata a Firenze in Economia del Turismo, mi sono guardata allo specchio ed ho promesso a me stessa di inseguire il sogno che avevo fin da bambina: fare Arte e da quel momento è iniziata questa fantastica avventura.
Grazie a due carissimi amici antiquari di Cortona (Ar) Paolo ed Elina ho scoperto che le mie mani erano nate per assemblare, allora ho iniziato ad accumulare oggetti, carte, libri, fotografie per poi unirli e inserirli in cassetti e contenitori, in modo tale che raccontassero storie. Ridando vita a cose dimenticate e restituendo alle persone i Ricordi, raccontando anche il presente e con un occhio al Futuro.
Quali temi o domande guidano il tuo lavoro oggi? Cosa ti spinge a sviluppare nuove opere?
Quello che succede e ci circonda, credo che un Artista debba descrivere ciò che accade dandone testimonianza , chiedendosi cosa sia giusto e interrogandosi continuamente.
L’evoluzione è naturale perché frutto della continua ricerca, credo fermamente che il mio lavoro sia quello di cercare sempre nuovi modi espressivi per comunicare quello che provo , le mie emozioni e stati d’animo.
Che ruolo giocano i materiali e le tecniche nella tua pratica? Come scegli gli strumenti espressivi con cui lavorare?
I materiali sono fondamentali, ma in realtà sono loro che trovano me. le mie mani diventano il mezzo per unirli e tradurli in un messaggio.
Puoi parlarci di un’opera o un progetto a cui sei particolarmente legato? Cosa rappresenta per te e quali sfide ha comportato?
A Pesca di Vita è stato un progetto studiato, voluto e realizzato al Mann di Napoli.
Tre ancore da Barca, realmente state in mare, fluttuanti dal soffitto del museo, con appesi come esche dei fogli di carta fatta amano con sopra stampato parole e sotto tre pedane ricoperte di fogli stampati. Ha rappresentato il coronamento di un sogno viste le dimensioni dell’Istallazione e l’importanza del Museo, oltre al potente messaggio dato, dove le Ancore volano invece di stare aggrappate in fondo al mare.
Come affronti la fase di ricerca e sviluppo di un progetto? Segui un metodo o un processo specifico?
Non c’è una regola precisa, dipende sempre dal Progetto, anche se già dalle prime bozze riesco già ad immaginare quello che andrò a realizzare. Questa visione è il mio grande punto di forza, che viene arricchita di dettagli grazie alla fase di documentazione, che avviene attraverso ricerche sia su testi scritti, internet e confronti con Esperti. in tutte queste fasi e da anni in ogni progetto ho sempre al mio fianco Roberto, che con la sua precisione riesce a dare un contributo indispensabile alla riuscita di ogni mia idea, come quella volta dove delle foglie di carta dovevano volavano in un parallelepipedo in plexiglass mosse da un motorino di raffreddamento.
Quali sono le principali sfide che incontri come artista oggi? E come cerchi di superarle?
Le sfide sono continue, è un settore molto particolare e difficile, credo che collaborare con altri artisti sia fondamentale, amo i progetti dove posso lavorare con fotografi, videomaker, pittori e soprattutto mi circondo di persone che vogliono crescere e non hanno paura di evolversi.
le supero andando avanti per la mia strada, alla fine vengo da un piccolo paese del Casentino(Ar) di 90 abitanti, non mi sono mai arresa e grazie alla mia tenacia sono riuscita a lavorare in posti come Mumbai, New York, Miami, Berlino.
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