Qual è stato il tuo percorso artistico?
Dopo la laurea triennale allo IUAV di Venezia, mi sono trasferito in Olanda per un master alla Royal Academy of Art de L’Aia. Durante il master, parallelamente allo sviluppo della mia pratica artistica, ho iniziato a curare mostre insieme ad un gruppo di amici artisti. Continuiamo ancora oggi, potete trovarci cercando il nome del nostro artist-run space, The Balcony, a L’Aia.
Quali sono gli elementi principali del tuo lavoro?
L’utilizzo del found footage, l’appropriazione, l’ironia
In quale modo secondo te l’arte può interagire con la società, diventando strumento di riflessione e spinta al cambiamento?
Gli artisti raccontano storie, catalizzando esperienze, idee e riflessioni in un’opera che riflette una visione del mondo personale, con cui il pubblico può o meno identificarsi. Se l’opera tocca le corde giuste, può far riflettere ed eventualmente spingere le persone a riconsiderare certi aspetti della vita sotto una luce diversa.
Quali sono i tuoi programmi per il futuro?
Parteciperò ad una residenza a Bucharest nei prossimi mesi, poi continuerò a portare avanti il mio lavoro e a curare mostre a The Balcony.
In quale modo le istituzioni potrebbero agevolare il lavoro di artisti e curatori?
La situazione in Olanda è un ottimo esempio. Esistono istituti sia a livello locale che nazionale che permettono ad artisti anche neo-laureati di accedere a finanziamenti più o meno consistenti. I fondi sono destinati a sviluppare progetti specifici o anche semplicemente per portare avanti la propria ricerca artistica per un certo periodo di tempo, ad esempio un anno o più, come una sorta di stipendio.
Allo stesso tempo le accademie d’arte sono molto inclini a coinvolgere giovani artisti e curatori nella realizzazione di workshop, di mostre di studenti e in varie piccole attività che danno agli artisti o ai curatori la possibilità di muovere i primi passi nel mondo dell’insegnamento.
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