Genera, 2024
Nel cuore di New York, presso l’Atlantic Gallery in 548 West 28th Street, Suite 540, si terrà un evento imperdibile per gli amanti dell’arte contemporanea. Dal 13 febbraio al 2 marzo 2024, la galleria ospiterà una mostra che promette di modificare le concezioni tradizionali sull’arte non oggettiva. Curata da Suzan Shutan, una rinomata curatrice proveniente dagli Stati Uniti, la mostra si intitola “This is the Future of Non-Objective Art!”.
Sarà esposta anche l’opera di Gabriel De Gaudi, un artista che ha saputo lasciare il segno nel panorama artistico contemporaneo con la sua visione unica e innovativa. La sua opera, dal titolo “Genera” del 2024, offrirà al pubblico l’opportunità di immergersi in un mondo di creatività e sperimentazione.
L’arte non oggettiva, come evidenziato nella mostra, è molto più di una semplice astrazione: è un’esplorazione delle “realtà invisibili” che permeano il nostro tempo. Questo genere artistico va oltre la storia dell’astrazione e del suo linguaggio consolidato, proponendo esperienze sensoriali, indagini filosofiche e l’uso di processi e tecniche sperimentali.
Il vernissage, fissato per il 15 febbraio 2024 dalle 17:30 alle 20:00, sarà un’occasione unica per immergersi nell’atmosfera vibrante della mostra. Un’esperienza coinvolgente che porterà il pubblico a riflettere sul futuro dell’arte e sulla sua capacità di sfidare i confini convenzionali.
LA MOSTRA
“This is the future of non-objective art”
Dal 13 febbraio al 2 marzo 2024
Curatore Suzan Shutan (USA)
Atlantic Gallery 548 West 28th Street, Suite 540 New York, NY 10001
1986 – Apre il suo primo studio in via della Ginevra a Pesaro (ex Chiesa di Ginevra)
1988 – Si laurea in pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Urbino (Pesaro)
1997 – Apre il suo nuovo studio a Monteciccardo, in via Lubiana 48
2012 – Il suo nuovo studio in via Lubiana 48 è distrutto dalle tempeste di neve del 14.02.2012
2014 – Cambia il suo nome d’arte da Gabriele Giorgi a Gabriel de Gaudi
Questo nome gli dà una nuova energia. Attraverso nuove ricerche, il suo stile diventa sempre più vivace, diretto, luminoso.
È come risorgere dalle bianche ceneri del suo rifugio, distrutto dalla neve implacabile e angosciante del 2012. Tutto è sepolto sotto le macerie: le sue note sparse nel ghiaccio, il vento gelido che strappa la pelle, in attesa di un raggio di sole dopo giorni e giorni di bufera.
Il 14.02.2012, apre un nuovo sentiero verso l’eternità e l’immortalità del suo essere: ghiaccio, neve e cemento avrebbero potuto frantumarlo, ma sfugge al disastro per una questione di secondi.
Immortalità a modo suo, desidera diffondere il suo messaggio come essere creativo e affermare la sua essenza di essere umano.
Un nome (al posto di Gabriele Giorgi) che richiama la sua terra, MonteGaudio, dove ogni giorno vede sorgere e tramontare il sole, sdraiato sulle verdi colline di fronte a Pesaro e al mare Adriatico.
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