Soundtoys è un portale inglese -diretto dal vulcanico net artista Stanza– che dal 1998 offre una ricognizione dei lavori di Net Art che abbiano una caratteristica comune: unire gioco e sonoro. Il sito si pone come un mezzo di esplorazione interattiva che punta all’integrazione audio-visiva, usando Internet come propulsore di creatività e offrendosi come luogo di scambio e come deposito di risorse per navigatori, artisti, programmatori e musicisti. I progetti futuri includono anche commissioni in proprio di nuovi lavori, un negozio on line, un libro e un cd-rom che racchiuda l’intero archivio, rendendolo così fruibile anche off-line.
Il progetto è stato esposto recentemente anche negli spazi fisici dell’ ICA a Londra, all’interno della manifestazione Cybersonica 2002. La mostra è stata chiamata Convergence, facendo riferimento alla convergenza-incontro tra la dimensione virtuale e quella reale attraverso la presenza di alcuni artisti.
Se pensiamo che il suono e la luce sono alla base della percezione umana e dunque anche dei primi tentativi di comunicazione, il giocare con questi elementi può diventare uno stimolo fondamentale di conoscenza. Inoltre, affermano gli autori del progetto: “solo nella Rete si può creare una situazione d’interattività totale ”.
Tra i lavori inclusi al momento possiamo citare Leafcutter John e Pelado, entrambi autori in proprio di programmi di manipolazione del suono (realizzati con software
Un’altra area interessante di ricerca è quella sulle interfacce, rappresentata dalla Venere digitale danzante (Venus) di Antoine Schmitt, o dal “pozzo” di Toxi. Gli Area 3 presentano Movet, una serie di animazioni in Shockwave Flash che reagiscono al suono in tempo reale, combinandolo con la luce. L’artista londinese Atty, noto per aver organizzato la serie di Digi_party, è presente con Multi-amaze, mentre il “padrone di casa” Stanza espone addirittura tre lavori, tutti di tipo generativo. Affascinante anche l’ambiente immersivo Alt Zero 4 degli inglesi Squidsoup e Piranesia di Christina Mc Phee. Tra le superstar c’è John Klima, che non poteva mancare con il suo Glasbead, ormai un classico della sound-net-art. Sul sito, vasto e labirintico, si possono anche leggere molte interviste agli autori dei progetti.
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