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exiwebart_theory | La doppia vita del codice binario | net art e transcodifica

di - 18 Giugno 2003

Il codice binario è uno. Qualsiasi flusso di bit arrivi ad un computer, è, essenzialmente, corretto. Sia esso un’immagine, un file audio o un video catturato da una webcam. Il computer, in un certo senso, non capisce. E compie un azione meccanica che varia a seconda del programma che viene scelto per interpretare quel flusso. Se faceste ad esempio credere ad un software audio che immagine.jpg sia una canzone, ebbene, probabilmente lui vi suonerà quell’immagine, trasformandone i bit destinati ai pixel in equivalente sonoro, creando dei suoni agghiaccianti (affascinanti), improb abili (coerenti) e scoordinati (sequenziali).
E’ il principio della transcodifica. Operazione che “tecnicamente” consente la trasformazione di dati da un formato ad un altro ma che, implicitamente, ci offre la possibilità di scoprire sorprendenti paesaggi nascosti. Ermetici. E infiniti punti di fuga. Concettuali.

Se in un momento di forte autostima vi venisse voglia di creare una nuova forma di vita, prima pensatene il nome. E poi scrivetelo. Magari su “Life Species II”, programmato da Sommerer e Mignonneau. Il vostro esserino improvvisamente apparirà a voi. E, se non vi piacerà, cambiategli il nome. Perché sono le lettere che lo compono a creare il suo codice genetico.
Carnivore è un software sviluppato dal RadicalSoftwareGroup di Alex Galloway che cita (e in parte plagia) l’omonimo strumento di sorveglianza che il governo americano sembra utilizzare per catalogare e comprendere il flusso di dati della rete. Questo programma, attraverso “maschere algoritmiche”, trasforma la mole indistinta e caotica dei dati di internet in affascinanti e inattesi ambienti dinamici. Collegandovi al sito di Rhizome invece, il vostro accesso (tramite i dati prelevati dall’indirizzo IP) contribuisce alla costante ridefinizione del logo del sito stesso. La semplice osservazione, secondo meccanismi che ricordano l’affascinanate teoria di Heisemberg, va a modificarne la natura. Di pari fascino, in una contemporanea reinterpretazione del vinile suonato al contrario, la seconda traccia del cd Windowlicker di Aphex Twin. Essa contiene, nei suoi ultimi cinque secondi, la faccia diabolica dello stesso autore: Richard D. James.. Ciò che sorprende è che il brano non “nasconde” la faccia, il brano “è” la faccia, che è visibile trasmutando l’audio in video attraverso un’analisi spettrografica.
Bit “multilivello” anche in un’opera di Carsten Nicolai, Telefunken, in cui l’output di un lettore cd collegato ad un monitor si sdoppia: da una parte viene interpretato dalle casse acustiche come canale audio, mentre allo schermo “interessa” solo come canale video. Gli stessi bit giocano da un lato ad essere ascoltati, e dall’altro ad essere visti. Si potrebbe affermare che ogni 0 e 1 abbiano in realtà n dimensioni e che, ogni volta che fruiamo di un’opera (ma non solo) codificata nel linguaggio digitale, in realtà noi ne percepiamo solo un aspetto. Quello “esplicitamente dichiarato”.
Cory Arcangel, nel suo Data Diaries, analogam ente a Carnivore, ma compiendo un salto “intimistico” all’interno del suo Pc, trasforma un mese di operazioni effettuate dalla memoria RAM del suo computer (ovvero un flusso di 0 e 1) in video. Come? Semplicemente dicendo al suo software: “tieni, questo è un video”. L’aspetto interessante è che nell’operazione nulla viene modificato, il significante (codice binario) rimane inalterato. A cambiare è solo “la nostra percezione” dei dati. E paradossalmente, questo “non fare” (ready-made?), opera già di per sé un cambiamento di significato. Poiché facendo slittare il linguaggio si modifica il contesto e si crea un differente mondo concettuale (Sapir-Whorf). Sembra quindi intrinseco nella transcodifica un approccio dal sapore vagamente alchemico, che ci permette, di volta in volta, l’accesso ad un livello di lettura latente, intimo.
Che il digit non rivela mai. O quasi.

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questo articolo “suonato”

luca bertini

[exibart]

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  • Davvero complimenti! Lettura chiara ed interessantissima. Priva di virtuosismi letterari. Articolo perfetto. Ne aspetto ansiosamente altri. Stesso argomento. Stesso autore. Stesso stile.

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