Pare che nel Dicembre 1995 Vuk Cosic (uno dei pionieri dell’arte sulla Rete) abbia ricevuto un messaggio da un mittente anonimo che, a causa dell’incompatibilità del software, non riuscì minimamente a decifrare. L’unico frammento che sembrava avere un senso suonava più o meno così: […] J8~g#|;Net. Art{-^s1 […].
Cosic fu ovviamente stupito ed eccitato dall’episodio: la Rete stessa gli forniva il nome per l’attività che da tempo stava svolgendo! Cominciò così ad usare entusiasticamente il nuovo termine. Dopo alcuni mesi inviò il misterioso messaggio a Igor Markovic che riuscì a decifrarlo correttamente. Il testo era una specie di vago e controverso ‘manifesto’ in cui l’autore incolpava le istituzioni artistiche tradizionali di ogni possibile peccato e dichiarava la libertà di espressione individuale e l’indipendenza degli artisti sulla Rete. La parte del messaggio che il software di Cosic aveva stranamente riportato diceva così: “Tutto questo diventa possibile solo con l’avvento della Rete (Net). (Art) L’arte come nozione è diventata obsoleta…”
In pratica il testo non era poi così interessante a quanto pare, ma il termine che coniò involontariamente era ormai già comunemente accettato a quel punto. Purtroppo per i futuri storici della Net Art, il misterioso ‘manifesto’ non esiste più. È infatti andato perso nella tragica distruzione dell’hard disk di Markovic nell’estate del 1996.
Forse si tratta solo dell’ennesima leggenda metropolitana circolante su Internet, ma se fosse andata davvero così sarebbe, come afferma Shulgin,” la perfetta dimostrazione di come il mondo in cui viviamo sia molto più ricco e complesso di tutte le idee che abbiamo di esso”.
Valentina Tanni
[exibart]
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