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A Roma, la Galleria De Crescenzo & Viesti omaggia Mirko Basaldella

di - 23 Febbraio 2019
Il 25 febbraio, a Roma, la Galleria De Crescenzo & Viesti inaugura la mostra di Mirko Basaldella. L’esposizione, a cura di Enrico Mascelloni, ospiterà 24 opere che documenteranno l’intero percorso artistico dello scultore, dall’esordio nella Roma degli anni ’30 agli ultimi lavori in bronzo e in legno degli anni ’60, ad alcune grandi carte dell’immediato dopoguerra.  Il suo noviziato romano nel contesto della Galleria La Cometa, animata da De Libero e da Cagli, l’esplorazione sistematica e inesausta di soluzioni scultoree inedite nell’immediato dopoguerra, come il fitto reticolo segnico il cui esito più noto è il grande Cancello per le Fosse Ardeatine, ma che è indagato anche in grandi opere su carta: la mostra si incentra su queste opere, presentando 22 sculture in bronzo di dimensioni grandi e medie, insieme a un gruppo di bozzetti di ridotto formato, mentre viene sottolineata anche l’attenzione per culture non occidentali variegate e allora ignote in Italia, come la scultura totemica degli indiani americani e quella delle isole dei mari del sud, insieme a sontuose culture orientali di provenienza mesopotamica e cinese, di cui resta traccia in alcuni bronzi tatuati esposti per l’occasione. La rassegna metterà in evidenza, oltre alla ben nota tendenza di Basaldella a lavorare per logiche multiple, che gli è valsa l’ambigua fama di eclettico, anche la profonda coerenza di tutto il suo percorso artistico. Come sottolinea Mascelloni, introducendo la mostra: “In opere quali Totem del 1955 o Il fenicio del 1958 il volume viene svuotato dall’interno, laddove negli anni ’30 sembrava liquefarsi come in Strage degli innocenti o nella inquietante Figura danzante. La coerenza profonda di Mirko sta proprio nella consapevolezza di una crisi che aggredisce la sostanza della scultura occidentale, la sua volumetria possente, la sua misura celebrativa e monumentale. È lì che la scultura era rimasta “lingua morta”. È lì che la migliore plastica romana, e Mirko con essa, lavora in profondità come un acido corrosivo sin dall’esordio e senza mai mollare la presa. È in tale radicalità linguistica che egli immette sostanza politica.”

Info:
Mirko Balsadella. Opere 1939 – 1969
dal 25 Febbraio al 30 Aprile 2019
Galleria De Crescenzo & Viesti

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