Artissima compie 30 anni e rivela le prime novità dell’edizione 2023

di - 10 Luglio 2023
È stata presentata dal direttore Luigi Fassi la prossima edizione di Artissima,
che si svolgerà dal 3 al 5 novembre 2023 nella consueta sede dell’Oval Lingotto a
Torino. Quella del prossimo autunno sarà la trentesima edizione della fiera torinese
dedicata all’arte contemporanea. Un compleanno importante, dunque, che si
festeggerà certamente celebrando il lavoro fatto in questi anni, in cui la fiera si è
confermata per la sua forte identità e connotazione orientata al contemporaneo
internazionale di qualità, ma soprattutto con un occhio al futuro.
Filo conduttore dell’edizione 2023 saranno le Relations of care, le relazioni di cura. Il
tema è ispirato dal lavoro di Renzo Taddei, antropologo brasiliano che pone al
centro della sua ricerca il tema dei cambiamenti climatici e del loro impatto sulle
comunità indigene. Per Taddei il prendersi cura attento e consapevole è l’unica
valida risposta alle criticità del mondo contemporaneo, che, dal clima all’ambiente,
dal rapporto con le culture altre al rispetto delle non-human-persons, sono da
leggersi nel senso di una crisi dell’immaginario. Tale crisi dell’immaginario può
trovare però una feconda risposta proprio nell’arte.
Artissima 2023, Visual Identity
Quest’anno la fiera presenta molte conferme e altrettante importanti novità.
Saranno presenti 181 gallerie internazionali, tra new entries e ritorni eccellenti, con
33 paesi e 4 continenti rappresentati. Un’attenzione particolare è rivolta al blocco
ex sovietico, con gallerie lituane e slovene, ma anche dal Sud America e dal Sud
Africa e una rappresentanza particolarmente nutrita da Londra e Regno Unito. Per
la prima volta sarà poi presente una galleria di Bangkok. Ben 68 di queste gallerie presenteranno progetti monografici, 32 dei quali nelle confermate sezioni curate, come Present Future, Back to the future e la tradizionale sezione dedicata al disegno.
Sono previste alcune new entries nel curatorial board, con l’ingresso della galleria
brasiliana A Gentil Carioca e la torinese Guido Costa Project. Novità anche
nell’advisory board, dove tra gli altri spicca il nome di Jacopo Crivelli Visconti, cui
sarà affidata la curatela di un progetto speciale nella sede di Piazza San Carlo delle
Gallerie d’Italia.
Luigi Fassi, Artissima 2022 Director © Giorgio Perottino / Artissima
Confermandosi appuntamento centrale nel competitivo calendario europeo e
globale dell’autunno, Artissima proporrà inoltre anche molti premi che
coinvolgono realtà significative dell’impresa e della cultura come OGR, Illy caffè,
Fondazione Sardi per l’arte, Fondazione Merz, Museo Fico, Tosetti Value e altri.
Ma ci saranno anche alcune grosse novità strutturali. Sarà istituito il nuovo premio
Diana Bracco imprenditrici ad arte, realizzato in collaborazione con la Fondazione
Bracco, con l’intento di valorizzare il lavoro di galleriste donne dalle riconosciute
qualità tanto nei contenuti quanto dal punto di vista imprenditoriale. Un altro
nuovo premio sarà Pista 500, in collaborazione con Pinacoteca Agnelli, mentre è
previsto un aumento a 200 mila euro di fondi per le opere acquisite da Castello di
Rivoli e GAM.
Artissima 2022
La trentenne Artissima conferma così la propria identità, che mette al centro la
ricerca del nuovo più che la celebrazione del passato. Ma, come fa notare Luigi Fassi, anche il tema della relazione di cura tocca da vicino l’identità di Artissima fin dai suoi inizi. Da sempre qualcosa di più simile a un’istituzione che a un evento, Artissima negli anni ha infatti costruito relazioni tra più generazioni di artisti, galleristi, critici e amatori, generando attorno a sé una vera e propria comunità dell’arte nata dal proficuo incrocio di prospettive tra loro anche molto diverse, rivendicando un ruolo centrale per l’arte, tanto dal punto di
vista culturale tanto di mercato quanto d’impresa.
Artissima 2022
E, se è vero, come sostiene Renzo Taddei, che le emergenze del presente ci
impongono di cambiare il nostro sguardo sul mondo, allora occorre imparare a
pensare il futuro come ristrutturazione, in qualche modo “riciclo” del passato e
presente. L’antropologo brasiliano suggerisce di prendere esempio dalle comunità
indigene e da loro saper mettere al centro la dimensione di cura. L’invito è a fare
comunità nel senso più ampio, valorizzando la vita in tutte le sue forme ed
espressioni. Per Taddei, in questo, l’arte è fondamentale. E nelle intenzioni di Luigi
Fassi il futuro che attende Artissima è proprio così: proseguire a fare ricerca e
innovazione, ma soprattutto comunità. Sempre intorno all’arte.

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