Chiude la Biennale Architettura 2025: record storico di 298.000 biglietti venduti

di - 24 Novembre 2025

Si è chiusa ieri, domenica 23 novembre, la 19. Biennale Architettura a cura di Carlo Ratti dal titolo Intelligens. Naturale. Artificiale. Collettiva. I numeri confermano un trend in crescita, con 298.000 biglietti venduti (+5% rispetto al 2023) e 17.584 presenze nei giorni di pre-apertura, superando il primato dell’edizione 2021 e diventando la più visitata di sempre. Si tratta di un risultato particolarmente significativo se si tiene in considerazione la chiusura per restauro del Padiglione Centrale ai Giardini, che tornerà a nuova vita in occasione della Biennale Arte 2026.

«In questi mesi ricercatori, addetti ai lavori e famiglie si sono dati appuntamento per celebrare un momento di conoscenza condivisa» ha commentato il presidente della Biennale Pietrangelo Buttafuoco, rimarcando anche come i progetti esposti e il GENS Public Programme abbiano offerto strumenti preziosi per interpretare i tempi complessi. L’edizione, ha detto, «da questo momento si consegna al Futuro, il tempo di tutti noi, gens dotati di intelligenza».

Nordic Pavilion Biennale di Venezia 2025 ph © Ugo Carmeni

Ma il vero impatto di una Biennale, come ha sottolineato lo stesso Ratti, si misura nel tempo: da una parte la capacità di influenzare la pratica architettonica — con l’invito a mobilitare ogni forma di intelligenza per affrontare la crisi climatica e ripensare il patrimonio costruito — dall’altra la trasformazione della Biennale in luogo di produzione di conoscenza, grazie al modello di “Laboratorio” sperimentato quest’anno.

L’edizione conferma anche l’interesse da parte di un pubblico giovane e internazionale. Tra i dati spiccano infatti gli oltre 84.000 under 26, pari al 28% dei visitatori totali, e i 996 partecipanti del Progetto Categorie Fragili, dedicato all’accessibilità e alla valorizzazione della partecipazione di persone con disabilità o in situazioni di fragilità.

L’impatto sociale della Biennale

Anche nel 2025 prosegue il progetto con gli istituti penitenziari del territorio: tre detenuti provenienti dalle carceri di Venezia, Padova e Treviso hanno preso parte alle attività della Biennale nell’ambito di un programma pluriennale realizzato con Seconda Chance e il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria. Un’iniziativa che valorizza il lavoro come strumento di reinserimento e responsabilizzazione.

Un’edizione diffusa e multidisciplinare

La Mostra ha coinvolto 758 architetti e 303 progetti, tra Arsenale, Giardini e sedi diffuse in città. Si sono aggiunti due Progetti Speciali — On Storage, in collaborazione con il Victoria & Albert Museum, e Margherissima a Forte Marghera — oltre a 66 Partecipazioni Nazionali, 111 workshop, nove conferenze e undici Eventi Collaterali. Un ecosistema ampio e trasversale, dunque, che conferma la vocazione di questa edizione all’intelligenza collettiva e alla produzione condivisa.

Padiglione Giappone 2025

Premi e riconoscimenti

Il Leone d’Oro alla Carriera è stato conferito a Donna Haraway, mentre il Leone d’Oro Speciale alla Memoria è andato a Italo Rota. La giuria internazionale presieduta da Hans Ulrich Obrist, con Paola Antonelli e Mpho Matsipa, ha assegnato il Leone d’Oro per la miglior Partecipazione Nazionale al Regno del Bahrain, due menzioni speciali alla Santa Sede e alla Gran Bretagna, il Leone d’Oro per la miglior partecipazione a Canal Café, e il Leone d’Argento all’ambizioso progetto Calculating Empires. Menzioni speciali anche a Alternative Urbanism e Elephant Chapel.

La Biennale Architettura 2025 chiude così un’edizione segnata da una forte partecipazione del pubblico, dall’apertura interdisciplinare e dalla volontà di interrogare — con strumenti condivisi — cosa significhi progettare in un’epoca definita dalle molte forme dell’intelligenza.

Elephant Chapel. Participant: Boonserm Premthada

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