India Art Fair, specchio del subcontinente che lentamente cambia

di - 29 Gennaio 2020

L’India Art Fair affianca l’arte visiva d’avanguardia con maestri moderni all’interno di un ampio programma di performance e talk e vede il coinvolgimento delle principali organizzazioni culturali e fondazioni della regione che esporranno come il Kiran Nadar Museum of Art (KNMA), la Foundation for Indian Contemporary Art (FICA) il  Korean Cultural Centre India (tutte di Delhi), il Swaraj Art Archive di Noida che farà brillare i riflettNata a Delhi nel 2008 con il nome di India Art Summit, la fiera di arte contemporanea più affermata dell’India (India Art Fair, IAF) è arrivata alla sua 12ma edizione e rappresenta una occasione per fare il punto sulla situazione dell’arte contemporanea del Subcontinente.

Quest’anno nella fiera saranno presenti 75 gallerie, di cui circa la metà indiane. Oltre alle più famose e affermate gallerie del Paese – di cui alcune di fama internazionale – come la Chemould Prescott Road, la Chatterjee & Lal, la Project 88 (tutte di Mumbai), la Gallery Espace e la Nature Morte (di Delhi), Experimenter (di Kolkata), GALLERYSKE (Bengaluru), la fiera da il benvenuto a giovani gallerie del Subcontinente, tra cui Art Explore (Delhi) e Gallery White (Vadodara), insieme a nuovi partecipanti provenienti da tutto il mondo come Marc Straus dagli Stati Uniti, PSM dalla Germania e Saskia Fernando Gallery dallo Sri Lanka.

Effettivamente nel corso degli ultimi dieci anni circa, un piccolo (in termini numerici) ma significativo cambiamento nel panorama delle gallerie indiane c’è stato: il numero resta sempre molto esiguo rispetto alla dimensione del Paese, ma si sta assistendo all’apertura di nuove gallerie fuori dal recinto sicuro delle due Capitali del’arte contemporanea del Subcontinente, Delhi e Mumbai.

India Art Fair 2019. Photo © Jeetin Sharma. Courtesy of India Art Fair

Le giovani gallerie indiane

Le giovani gallerie che partecipano alla IAF e che rappresentano il segnale di una apertura e di una più diffusa sensibilità che sta permeando di nuova vitalità l’arte contemporanea di tutto il Subcontinente, sono rintracciabili sicuramente nella Emami Art a Calcutta; Art Houz a Chennai; Kalakriti Art Gallery a Hyderabad; ZOCA ad Ahmedabad e Gallery White a Vadodara, sono solo alcuni esempi.

L’India Art Fair supporta anche iniziative come la Biennale di Kochi-Muziris, in Kerala, che negli anni si è imposta come una delle biennali più interessanti dell’Asia, il Serendipity Arts Festival a Goa e la Chennai Photo Biennale in Tamil Nadu che, nata nel 2016, si è rapidamente affermata come autorevole punto di riferimento per la fotografia in India e quest’anno farà il suo debutto alla fiera.

ori sulle opere d’arte dell’India dell’inizio del XX secolo, mentre il Kolkata Center for Creativity avrà per la prima volta la sua visibilità nella fiera.

India Art Fair 11. Photo credit Jeetin Sharma, Courtesy of India Art Fair

Oltre alla IAF, in giro per Delhi

Oltre alla sede principale, IAF PARALLEL coinvolge tutta la città di Delhi con eventi collaterali programmati da gallerie, musei e spazi artistici della città. In particolare, da non perdere, l’apertura della rinnovata Jaipur House alla National Gallery of Modern Art (NGMA) che mostrerà la sua ricca collezione permanente; il Kiran Nadar Museum of Art; la retrospettiva di Bharti Kher alla Bikaner House; la mostra di Dhruvi Acharya presso la galleria Nature Morte e la mostra di Ravinder Reddy e Atul Dodiya alla Vadehra Art Gallery.

Ad arricchire la IAF, alcune installazioni all’aperto di artisti indiani e internazionali che si estenderanno attraverso tutto il quartiere fieristico tra le quali si segnala quella del fotografo Magnum Martin Parr (Live Photography Project, 2020).

Il programma della fiera prevede anche spettacoli ed eventi dal vivo e una piattaforma di conferenze che, come tutti gli anni, mette gli artisti al centro della scena.

@https://twitter.com/mt_cap

Curatrice indipendente specializzata in arte contemporanea indiana, giornalista e comunicatrice, grazie ad una lunga e assidua frequentazione, ho avuto il piacere e l’onore di conoscere i migliori galleristi, artisti e curatori di questo Paese che posso considerare ormai una seconda casa.

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