Conclusasi all’Oval Lingotto di Torino lo scorso 3 novembre, la 26ma edizione di Artissima ha riservato non poche novità ai visitatori e ai collezionisti provenienti da tutta Europa, come avrete potuto notare dalla nostra copertura a tappeto! Tra i corridoi della Main Section della fiera è spiccato lo stand di Lia Rumma, che ha stupito con una scelta curatoriale interessante, in grado di rinnovare le modalità di display delle opere, in occasioni simili.
Il booth di Lia Rumma era infatti curato dall’artista cileno Alfredo Jaar, che la galleria può vantare nella sua scuderia già da anni, insieme ad altri nomi del calibro di Joseph Kosuth, Marina Abramovic e Vanessa Beecroft. Jaar ha così ricoperto un doppio ruolo, una pratica peraltro non così inusuale negli ultimi anni, unendo l’esperienza artistica a quella curatoriale. Nella scelta del tema, Jaar ha voluto ricordare la morte di Pier Paolo Pasolini, avvenuta a Ostia nel 1975, riuscendo a omaggiare meravigliosamente il grande intellettuale, tramite un attento accostamento di opere che ha messo in dialogo artisti molto diversi, come Kosuth, William Kentridge, Marzia Migliora, Ugo Mulas e Beecroft.
Alice Previtali, portavoce della Galleria Lia Rumma, ci ha spiegato come questa nuova mescolanza tra il ruolo dell’artista e quello del curatore abbia il potere di rimettere in discussione il senso puramente commerciale delle fiere, che è andato consolidandosi negli anni. Grazie a questa scelta, infatti, l’artista riesce a mettere bene in luce non solo l’arte da esporre ma anche la storia che ogni opera e ogni artista si porta con sé. «Si tratta di un percorso tematico coerente e organico, un filo rosso che lega tutti gli elementi. Ad Artissima, la storia italiana, la tematica della lotta e l’arte più impegnata fanno da sfondo allo stand che si compone di diverse aree».
E non è la prima volta che la galleria si affida ai propri artisti per l’ideazione dei progetti curatoriali: lo stand di Frieze London, a ottobre, era infatti curato da Joseph Kosuth, mentre Haim Steinbach si occuperà di quello di Art Basel Miami, il prossimo dicembre.
Lia Rumma aprì la sua prima sede a Napoli nel 1971, concentrandosi sui più importanti movimenti artistici internazionali degli anni ’70, come l’Arte Povera, la Minimal Art e la Conceptual Art. Nel 1999 inaugurò una seconda sede a Milano che, da 2010, si è spostata in via Stilicone. Questo nuovo spazio espositivo occupa un edificio di quattro piani di circa 2mila metri quadrati, inaugurato con una personale di Ettore Spalletti, recentemente scomparso.
Il 14 dicembre 2019, il Museo Madre di Napoli inaugurerà una mostra dedicata a Marcello Rumma, marito di Lia e prematuramente scomparso, figura centrale nel dibattito culturale italiano degli anni Sessanta e Settanta. “I sei anni di Marcello Rumma 1965-1970”, curata da Gabriele Guercio e Andrea Viliani, organizzata in collaborazione con l’Archivio Rumma, nel ricordo della poliedrica e rigorosa attività del gallerista, aprirà il 14 dicembre 2019.
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