Mercanteinfiera fa 41 e raddoppia le mostre: tutte le novità, tra vintage e design

di - 13 Luglio 2022

Disegni originali degli anni ’60 di sognanti ed eleganti abiti da cocktail. Espressivi ritratti fotografici degli eroici pionieri dell’automobilismo sportivo degli anni ’30. Ma anche una serie di opere selezionate per una collezione d’arte contemporanea. Da Mercanteinfiera è possibile trovare tutto questo e ancora altro, come una macchina del tempo attiva non solo tra epoche ma anche tra stili, generi e linguaggi: la fiera dedicata all’antiquariato, al design storico e al collezionismo vintage, promossa da Fiere di Parma e in programma dall’1 al 9 ottobre 2022, giunge alla 41ma edizione e, per celebrare il ragguardevole compleanno, raddoppia le mostre collaterali, che andranno ad aggiungersi alla tradizionale esposizione. Che quest’anno promette faville, con 1000 espositori, di cui 20 % stranieri, distribuiti in quattro padiglioni su una superficie espositiva di 40mila metri quadrati.

Seduta Michele De Lucchi per Menphis, 1980-89

«Uno sforzo che corrisponde alla nostra volontà di ibridare sempre di più la nostra proposta espositiva con l’obiettivo da un lato di proporre un’idea di arte “aperta” che includa ad esempio il disegno di moda spesso relegato alla sua valenza commerciale, dall’altro di coltivare il valore della storia del costume, un patrimonio culturale cui sono sempre più attente anche le nuove generazioni», afferma Ilaria Dazzi, Exhibition Director.

Mercanteinfiera, l’arcipelago delle rarità

In questo arcipelago delle rarità, è facile imbattersi in un bassorilievo fiorentino del ‘700, quindi scoprire un raro ventaglio dei primi del ‘900 da atmosfere burlesque. Il tutto magari poco lontano da un eccentrico porta profumi in opalina rosa del 1870 o da un quadro della famosa Sonia Delaunay, l’artista ucraina che rivoluzionò l’arte del Novecento con la forza del colore.

Portaprofumi e portagioielli in opalina rosa del 1870

C’è il design storico-d’autore, quella produzione di mobili e complementi per la casa che va dal secondo Dopoguerra fino agli anni Ottanta e che fa riferimento a designer universalmente riconosciuti come “maestri”: Gio Ponti, Franco Albini,Iosa Ghini, Joe Colombo e Vico Magistretti, tra gli altri. E poi il modernariato quella serie di oggetti che sembrano essere stati abbandonati dal flusso della vita come vecchi giochi di inizio ‘900 o suggestivi album di fotografie a carillon.

Poltrona di Anacleto Spazzapan

A sfilare nei quattro padiglioni del polo fieristico, infine, l’antiquariato dal 500 all’800, gioielli, l’orologeria anche vintage (Rolex, Audemars Piguet, Vacheron Constantin, Patek Phlippe, Hublot) e la moda d’antan.

Le collaterali

Nata dalla collaborazione con CSAC, l’esposizione “Dal disegno all’archivio: gli originali della collezione Fontana” è un tributo alle Sorelle Fontana. Era il 1943, quando le sorelle Zoe, Micol e Giovanna fondarono a Roma la loro casa di moda, Sorelle Fontana Alta Moda, prima a dare un vivace impulso al Made in Italy.

L’obiettivo è raccontare, attraverso una selezione di disegni tra gli oltre 6mila figurini conservati in archivio, la creatività di queste celebri protagoniste dell’Alta Moda Italiana, svelando, attraverso la loro storia, anche l’evoluzione del gusto e le trasformazioni del costume. Figure esemplari dell’imprenditoria al femminile, ambasciatrici del Made in Italy, hanno contribuito, per merito anche del loro stile congeniale al mondo del cinema, a fare conoscere lo stile italiano nel mondo. L’esposizione è ospitata nel Padiglione 7, dove si svolge in contemporanea Art Parma Fair, sezione dedicata ad Arte Moderna e Contemporanea.

Al Padiglione 4, invece, andrà in scena “Lampi di genio, Alessandro Volta precursore della sostenibilità”, che intende raccontare come il sogno visionario e astratto del famoso cittadino comasco, che creò la pila in un’epoca in cui nulla funzionava attraverso l’elettricità, continui oggi più che mai a rivoluzionare il mondo. In mostra alcuni pezzi rari come una litografia di Marcello Dudovich rappresentante l’esposizione internazionale del 1899 in occasione delle celebrazioni voltiane, la celeberrima pila a dischi in zinco e rame, solo per citare alcune delle opere presenti. All’esposizione hanno collaborato il Museo della Seta di Como, il Setificio Paolo Carcano, la Fondazione Setificio, l’Associazione Ex Allievi del Setificio di Como, i Musei Civici di Como, il Museo Casartelli, il Liceo Classico e Scientifico Alessandro Volta, la Fondazione Alessandro Volta e le Società Palchettisti Teatro Sociale di Como.

Dopo il successo di pubblico ottenuto recentemente a Mia Photo Fair, nuovo partner del polo fieristico, arriva a Parma l’esposizione fotografica presentata dalla maison di orologeria svizzera Eberhard & Co, “Quei temerari delle strade bianche. Nuvolari, Varzi, Campari e altri eroi alla Cuneo – Colle della Maddalena”, a cura di Giosuè Boetto Cohen. Un percorso a immagini tratte dall’archivio di pellicole realizzate dal fotografo piemontese Adriano Scoffone (1891-1980) che immortalò la sfida automobilistica Cuneo-Colle della Maddalena delle edizioni 1925, 1926, 1927 e 1930, quando le corse si svolgevano su strade e con mezzi completamente diversi da quelli di oggi, tra sbandate, controsterzate, fughe e polveroni alzati. Soggetti perfetti per delle emozionanti fotografie.

Laetitia Ky, Afric’hair. Courtesy LIS10 Gallery (Collezione Fiere)

La fotografia torna protagonista in “Number 8: collezione Fiere di Parma – Otto opere per una nuova Collezione d’Arte”, con gli scatti di Camilla Borghese, Laetitia Ky, Maddalena Barletta, Regina Anzenberger, Santi Caleca, Gianpiero Fanuli, tutti entrati nella collezione privata di Fiere di Parma. Le opere sono state selezionate da una commissione composta da Fabio Castelli e da esponenti dello CSAC – Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’Università di Parma: Francesca Zanella, Lucia Miodini, Cristina Casero.

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