Arte in Nuvola, ingresso
Terminata la terza edizione di Arte in Nuvola, tiriamo le somme sui risultati ottenuti dalla fiera d’arte moderna e contemporanea di Roma, diventata ormai un appuntamento imprescindibile per appassionati, addetti ai lavori e collezionisti. Nonostante un sabato problematico per i trasporti nella Capitale, per via della nota e giusta manifestazione contro la violenza sulle donne, Arte in Nuvola ha superato i 35mila visitatori, confermandosi tra le fiere più frequentate del Paese. I romani, dunque, come del resto avevano già dimostrato l’anno precedente, non hanno tradito la kermesse e si sono lasciati affascinare dalle proposte delle oltre 150 gallerie d’arte presenti. Dai primi commenti raccolti tra i booth, la maggior parte degli espositori si è detta soddisfatta dell’esperienza e pronta a ritornare all’iconica Nuvola dello Studio Fuksas, all’EUR.
Bisogna chiedersi, poi, quale sia – o quale dovrebbe essere – il ruolo delle fiere d’arte. Meri supermercati dedicati alla vendita? Punti d’incontro e di stimolo per appassionati e collezionisti? Spazi di ricerca e di proposta di nuove realtà ? Di certo, la componente economica sta facendo declinare verso il commerciale le scelte delle fiere e, soprattutto, delle gallerie. Niente di male, s’intende. Tranne per il fatto che in tutte le manifestazioni di settore poi si ritrovano i soliti nomi e le solite opere. Magari belle ma, sicuramente, già viste.
Da questa prospettiva, Arte in Nuvola fa segnare un punto a suo favore, per la pregevole e variegata serie di mostre ed exibit alle quali abbiamo avuto il piacere di assistere. Dalla Collezione Farnesina del MAECI – Ministero degli Affari Esteri al MIC – Ministero della Cultura, dal museo MAXXI alla DGCC – Direzione Generale Creatività Contemporanea, la presenza di istituzioni pubbliche e la proposta di un’ampia serie di iniziative dai risvolti commerciali, come la mostra dedicata ad Alighiero Boetti oppure l’invito rivolto a un Paese ospite di proporre un progetto specificamente incentrato sulla propria cultura – quest’anno l’Australia, con l’arte aborigena – sono diventate non solo la cifra stilistica della manifestazione ma ne contrassegnano la stessa identità .
Arte in Nuvola si è confermata, dunque, come la fiera del centrosud Italia ma fatica ancora nel proiettarsi verso la dimensione mediterranea, che era la sua vocazione originaria. Sull’argomento abbiamo raggiunto Alessandro Nicosia, ideatore e organizzatore della kermesse, che ci ha confermato questa mission, per la quale bisogna però aspettare ancora un po’ di tempo. L’organizzazione, comunque, si è mostrata serena e soddisfatta del lavoro svolto e degli obiettivi raggiunti.
Avere una fiera dedicata all’arte moderna e contemporanea a Roma, rappresenta già un grande risultato. Ricordiamo che in molti avevano già tentato l’impresa, costruendo progetti risibili e accumulando insuccessi. Auspichiamo, allora, che Arte in Nuvola possa crescere ancora, abbracciando l’arte del sud e del Mediterraneo. E che, sulla scia di questo successo, si possa costruire una art week più strutturata e maggiormente inclusiva.
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