Bex Wade_Eat the Rich, Brooklyn, NY_courtesy SLQS Gallery
Torna MEGA Art Fair, la fiera d’arte contemporanea fuori dagli schemi. Quando: dal 2 al 6 aprile, nei giorni caldi della Milano Art Week. Dove? La location cambia ogni anno, stavolta sarà di casa in via Orobia 26, in uno spazio industriale fermo agli anni ‘50 nel quartiere Scalo di Porta Romana (a pochi passi dalla Fondazione Prada e nel cortile di Fondazione ICA).
«Penso che Milano sia una delle città in cui la qualità della vita e il panorama artistico e culturale si integrino al meglio, creando un hub in grande fermento», dichiara a exibart Marta Orsola Sironi, curatrice e co-direttrice di MEGA Art Fair. «La forza di Milano sta nella solidità del mercato secondario, che crea molte opportunità anche per gli artisti emergenti, e nel suo fiorente collezionismo privato. Milano può quindi diventare sicuramente una capitale internazionale dell’arte. Deve però supportare di più e meglio tutta la “filiera”, a partire dagli artisti locali, in modo da non essere solo una vetrina per l’internazionale, che potrebbe cannibalizzarla, e trovare così il suo posto nel mondo».
Quindi, pochi giorni all’inaugurazione della seconda edizione. Che cosa differenzia MEGA dalle altre fiere: innanzitutto, è priva di stand, il suo obiettivo è un dialogo aperto tra le opere e lo spazio, con 23 gallerie internazionali che provengono da Londra, Parigi, Tbilisi, Berlino, Città del Messico, Harare oltre che da Milano, Roma, Napoli. Tra queste si segnalano:Alessandro Albanese (Milano), Andrea Festa (Roma), Arma (Madrid), Atipografia (Arzignano, VI), Brooke Benington (Londra), Cob Gallery (Londra), Copperfield (Londra), Des Bains (Londra), First Floor Gallery (Harare, Zimbabwe), Giovanni Bonelli (Milano), Kera (Tbilisi, Georgia), L.U.P.O. (Milano), Monti8 (Roma), Nicoletti (Londra), NP ArtLab (Milano), Pipeline (Londra), Romero Paprocki (Parigi), Setareh (Berlino e Düsseldorf), Shazar Gallery (Napoli), SLQS (Londra), Third Born (Mexico City), Trium Art Gallery (Monza, MI) e Tube Culture Hall (Milano).
C’è anche, da quest’anno, una sezione tematica a cura di Marcelle Joseph dedicata al potere della moda e alla sua capacità di dare una nuova forma al mondo. Che esplora attraverso le voci di artiste donne e queer, il potere dell’abbigliamento e di altri elementi legati alla moda o alla bellezza, come maschere, parrucche e trucco.
Un’altra differenza importante, rispetto le fiere tradizionali: l’orario di apertura prolungato e gli spazi conviviali, che rendono MEGA il salotto perfetto sia per gli addetti ai lavori che per una platea più allargata, con DJ set e talks di approfondimento, un’attenzione speciale a food & drinks. «MEGA è un’esperienza, un luogo di incontro, un modo diverso di confrontarsi con l’arte nel suo vero significato. Si presenta come un hub d’innovazione, uno spazio sociale, un catalizzatore che favorisce la contaminazione tra arte, design, musica, performance e video». Appuntamento da mercoledì 2 aprile, con MEGA Art Fair.
Durante il periodo di chiusura per restauri, il museo Mauritshuis dell’Aia presterà la sua opera più importante, Ragazza con l’orecchino…
Commissionato come intervento effimero, lo Zanardi equestre di Andrea Pazienza sopravvive grazie a un gesto privato. Oggi riemerge come caso…
Una delle raccolte più ambite, e misteriose, di pittura francese del XVIII secolo, inclusi i capolavori di Jean-Honoré Fragonard, Jean-Antoine…
Tra l’Obama Foundation di Chicago e l’Arco di Trionfo di Donald Trump passa una modalità completamente diversa di organizzare il…
Dalla musica all’arte, dalla memoria alla ricerca interiore: Romina Power presenta il suo nuovo libro alla Feltrinelli di Bologna, in…
Il cinema d’autore e le grandi serie dominano i Golden Globe 2026: tra spille in memoria di Renée Macklin Good…