L’appuntamento annuale dell’Arte Fiera di Rotterdam richiama una folta partecipazione di gallerie e di pubblico. L’area espositiva è ricavata da un terminal navale d’inizio Novecento. L’ambiente è spartano. cemento per terra, aspetto industriale, stand fragili. Ma questi galleristi sanno come far fruttare lo spazio, e quindi mettono opere attaccate l’una all’altra come i poster dei Duran Duran,
Molta la fotografia esposta. È presente la Reflex Modern Art Gallery di Amsterdam, con la trasgressione di Nobuyoshi Araki e Erwin Olaf. Del giapponese ci sono le foto in bianco e nero ed un set di istantanee ben focalizzate sulla tematica delle donne legate e dei fiori voluttuosi, il suo continuo ritratto di una cultura che va al di la’ dell’eros e dei tabú. Di Olaf alcune foto dal ciclo Separation, vita quotidiana di mamma e figlio completamente avvolti nel latex nero. Si fa notare anche l’italiano Olivo Barbieri,
Tra I sostenitori di un’arte piú pittorica le gallerie Contempo di Rotterdam, con una vasta produzione di Jupp Linssen. Willem Baars Art Consultancy, che
In conclusione, la fotografia la fa da padrone, confermandosi al primo posto nel gusto degli olandesi. È da qui, infatti, che escono le opere piú interessanti. Manca una vera e propria selezione, gli allestimenti sono da rigattiere e qualche stand di strumenti brasiliani o artigianato africano è completamente fuori luogo. Apprezzabile, comunque, l’intento di proporre una fiera d’arte user friendly e meno seriosa.
fabio antonio capitanio
fiera visitata il 2 marzo 2003
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