Cosa pensi del sistema fieristico in Italia
per quanto riguarda l’arte contemporanea? Le fiere sono troppe e assorbono
parecchi denari al “sistema”. Noialtri di Exibart abbiamo proposto
una federazione, in maniera tale che ci sia una sola grande fiera all’anno in
Italia, con sedi di volta in volta diverse (Roma, Torino, Milano, Bologna…). Il sistema fieristico
in Italia rispecchia il nostro Paese, quello che siamo e che vogliamo; i
comuni, il campanile contano molto di più di qualunque pulsione unitaria di
facciata. Del resto “divide et impera” è nato da queste parti… Circa la
federazione ne possiamo parlare in un mondo di fiaba, al tavolino del bar, con
Biancaneve e qualche nano – non tutti e sette perché tre o quattro si
dissociano -, poi il Principe Azzurro. A parte gli scherzi, non penso che si
possa chiedere a Bologna di saltare la cadenza annuale per far posto a Torino,
o Roma, o Milano e a queste, a loro volta, di adeguarsi a una scelta del
genere; credo fermamente che si possa e si debba ricercare una qualche forma di
collaborazione per specializzare il prodotto fieristico che si offre al
pubblico. Mi spiego meglio: Bologna è definita nazional-popolare e lo faccia,
abbandoni le ambizioni internazionali mai soddisfatte appieno e rappresenti il
mercato italiano, importantissimo anche per i collezionisti stranieri, dia
spazio anche alle gallerie che non trovano ospitalità nelle altre fiere per
mancanza di superficie espositiva e che fanno un lavoro degnissimo e
riconosciuto dal pubblico. Torino prosegua nel segno dei giovani e dell’internazionalità
delle proposte e Milano sfrutti le grandi connessioni con il design.
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a cura di m. t.
*articolo
pubblicato su Exibart.onpaper n. 65. Te l’eri perso? Abbonati!
[exibart]
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Brutta fiera, con alcune gallerie del tutto sconosciute, un caldo asfissiante e presenza gallerie starniere pari a 0 (o quasi)