Categorie: Film e serie tv

L’amore di Neo e Trinity non ha salvato Matrix Resurrections dal déjà-vu

di - 4 Febbraio 2022

Meta-parodia, meta-critica o meta-ruffianata? “Matrix Resurrections”, quarto capitolo della saga, gioca talmente tanto con se stesso da auto-pungolarsi e spesso proprio nei suoi punti deboli. È indubbio che la pesante eredità lasciata dalla trilogia – che di sequel in sequel è andata sempre più sbiadendosi – rendeva impossibile non affrontare l’elefante nella stanza: non è stato detto tutto, è stato detto troppo.

Alla fine dello scorso millennio, ci venne proposta un’opera in cui concetti come la realtà e la percezione di essa, la conoscenza del vero come mezzo emancipativo, la dialettica del libero arbitrio, venivano espressi tramite un simbolismo semplicistico ma anche abbastanza allusivo e sibillino, al punto da riuscire a creare una poetica iconica. Con “Matrix Reloaded” e “Revolution”, nonostante una progressiva banalizzazione degli elementi squisitamente filosofici, l’arco narrativo di Neo veniva a concludersi con l’estremo sacrificio coinvolgendo, almeno emotivamente, lo spettatore affezionato. Come tirare per le lunghe, allora, qualcosa di autoconclusivo? Trattare direttamente l’argomento esibendolo ripetutamente, non nascondendosi dietro un dito ma ammiccando al pubblico di continuo, forse anche troppo.

In quest’ultimo film, Neo (Keanu Reeves) e Trinity (Carrie-Anne Moss), infatti, sono stati riportati in vita dal nuovo Architetto, l’Analista (il sempre bravissimo Neil Patrick Harris), allo scopo di stabilizzare la nascita di «Nuove anomalie». Questi è un programma sviluppato da Matrix per codificare ed amministrare la problematica variabile della psiche umana, rendendo il sistema più efficiente. In questa nuova “patch” di Matrix, le memorie di Trinity e Neo sono state riscritte a tal punto da indurli a credere di essere altri individui, due sconosciuti che, fortuitamente, si incrociano sovente in una caffetteria, percependo una strano déjà-vu.

Ebbene, mentre Trinity crede di essere Tiffany, una madre di famiglia che lavora in un’officina di moto, Neo crede di essere Thomas Anderson, sviluppatore del videogame di successo mondiale chiamato proprio “Matrix”. La storia del videogioco in questione è addirittura basata sui tre film precedenti, riducendo così a opera di fantasia quello che, in realtà, sarebbe stato davvero vissuto. Come se non bastasse, quando al protagonista viene proposto di sviluppare un sequel del gioco in questione per la sua compagnia, nientemeno che la Warner Bros stessa, i dialoghi dello staff di colleghi, creativi e affini è talmente ricco di esplicite allusioni alla cialtroneria di quella fetta di pubblico affamato di ulteriori bullet-time che si percepisce chiaramente il superamento di una certa misura.

Va però detto che l’eccellente cast – da segnalare gli ottimi Jessica Henwick e Yahya Abdul-Mateen II, la fotografia di John Toll e la regia di Lana Wachoski, che rimane comunque di buon livello nonostante l’assenza della sorella Lilly – rendono “Matrix Resurrections” più che godibile. Ovviamente, però, il finale aperto e l’immancabile post-credit scene alludono a ulteriori sequel che, a questo punto, ci pongono davanti a un quesito: è possibile, oramai, parlare di finali?

Articoli recenti

  • Danza

McGregor, Maillot, Naharin: tre visioni della danza contemporanea alla Scala

Le coreografie di Wayne McGregor, Jean-Christophe Maillot e Ohad Naharin entrano in repertorio alla Scala di Milano: un trittico che…

4 Aprile 2026 11:30
  • Mostre

Giochi di parole, scambi di paesaggi: Barry e Rubsamen in mostra alla Galleria Artiaco

La Galleria Alfonso Artiaco di Napoli presenta due mostre di Robert Barry e Glen Rubsamen: tra i colori del linguaggio…

4 Aprile 2026 10:30
  • Arte contemporanea

La ex Factory di Andy Warhol a New York diventerà un negozio Uniqlo

A New York, una delle sedi della Factory di Andy Warhol ospiterà un nuovo negozio del brand giapponese Uniqlo che,…

4 Aprile 2026 9:30
  • Mercato

Finarte: è record mondiale per una fotografia di Franco Fontana

Un paesaggio di Fontana da € 20.320, ma anche gli scatti di Hiroshi Sugimoto, Luigi Ghirri, Gianni Berengo Gardin. Tutti…

4 Aprile 2026 8:15
  • Mostre

Ulassai, Sardegna: Il Significato dell’Opera

É in programma fino al prossimo 7 giugno, a Ulassai, la seconda edizione della Biennale d’Arte Contemporanea

4 Aprile 2026 0:02
  • Mercato

Duchamp & Company: provocazione, gioco e genio in asta a New York

Oltre cento opere – tra multipli, stampe e rarità da collezione – raccontano l’eredità di Duchamp in una vendita speciale…

3 Aprile 2026 18:37