La mostra parte da una fotografia “fantastica” in cui un vecchio aeroplano si libra in un cielo particolare dove è presente una piccola ma nitidissima luna …. è l’inizio di un viaggio, dove la metafora prende corpo, ecco allora passare da un’immagine all’altra incontrando soli enormi e cieli con nuvole spettacolari , Giacomelli ci trasporta lievemente senza alcun peso, nel mondo della sua fantasia.
La sua fotografia, esaltata dai procedimenti in fase di stampa, diventa surreale. Le persone vengono viste senza volto, muoversi come ombre, quasi come fantasmi. I giovani preti che danzano in tondo, sembrano sospesi nel nulla. I volti spesso esasperati con forti contrasti, ci restituiscono più che la realtà , un vago ricordo dell’esistenza di quegli uomini.
Attraverso la raffinatezza delle sue stampe tutto è possibile, volti umani emergono da tronchi d’albero. Egli gioca molto sovrapponendo immagini ad altre immagini, gabbiani bianchi e neri aleggiano grandi e piccoli nello spazio. Giacomelli riesce così a perdere l’identità fotografica dei suoi soggetti entrando nella dimensione del sogno. Anche la natura con la sua forza vitale, viene spesso resa in astratti con toni forti e decisi.
Non c’è solo una natura onirica, Giacomelli ha presente tutto ciò che lo circonda e ci restituisce la visione di oggetti di uso quotidiano, ecco che nelle sue foto troviamo sedie evanescenti che sembrano animarsi o angoli di casa, come una libreria, che prendono vita attraverso un attento studio delle luci, riesce a far vibrare le cose inanimate a renderle vive e partecipi della sua esistenza.
Jorge Luis Borges nella sua poesia rivela l’essenza della propria vita eguagliandola a quella di tutti gli uomini, Giacomelli in 30 immagini segue il ritmo della poesia di Borges, rendendo omaggio alle meravigliose parole, con le sue splendide, poetiche ed oniriche immagini. Veramente una mostra da non perdere.
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