Dal 19 luglio al 27 agosto | Antologica dedicata all’opera di Nils-Udo | Bergamo: Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea |

di - 19 Luglio 2000

Nils-Udo é nato a Lauf, Germania, nel 1937, vive e lavora tra Parigi le la Germania. La realizzazione dei suoi lavori parte dalla scelta di un luogo per le proprie installazioni, concepite per la fotografia, testimone nel tempo della deperibilità biologica dei materiali utilizzati e dell’opera stessa.
Alla base di questa progettualità dell’artista, cresciuto tra la regione della Franconia e del Tirolo, si trova l’intenzione di rendere un principe vital che appartiene alla cultura naturalista tedesca, non a caso tradotta in immagini, mediando forme che sembrano possedere un forte legame con la tradizione popolare fatta di fiabe, di folklore e di divinità dei boschi.
Il rosa di un letto di petali, il verde di un sentiero di foglie, il marrone dell’intreccio di radici affioranti, il biancore abbagliante di un nido di neve fluttuano in un respiro naturale: sono visioni emotivamente accattivanti e poetiche.

A proposito del lavoro di Nils-Udo scrive Vittorio Fagone direttore della Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea nell’introduzione al catalogo della mostra: “la domanda che con inquietudine Paul Cézanne si poneva alla fine del XIX secolo a proposito del valore che avrebbe potuto conservare la dimensione e la stessa nozione di natura in un’età destinata ad essere dominata dalla multiforme produzione della tecnologia, deve oggi essere considerata con attenzione in quanto, a cento anni di distanza, può fornire chiavi di lettura utili per la comprensione del singolare profilo di attività di artisti eccentrici come Nils-Udo e rari altri sparsi in tutto il mondo raggruppati oggi sotto l’indicazione di Art in Nature, che vede impegnato in un articolato circuito musei tedeschi, francesi, statunitensi, canadesi e giapponesi.
Questi artisti difficilmente accomunabili, sono riconoscibili in quanto tutti mettono in campo individuali e specifiche strategie creative orientate in modo da assumere l’ambiente naturale quale costante ed esplicita polarità di riferimento e tali da innovare le opposizioni convenzionali tra cultura e natura, tra visione soggettiva e paesaggio oggettivo.
Nils-Udo, come dimostra questa ampia e documentata esposizione, dagli anni Settanta opera intervenendo in modo plastico su un ridefinito rapporto di immediata prossimità del lavoro artistico per qualche verso di inerenza con un particolare habitat naturale, il sito, luogo specifico ma non chiuso dentro un distanziato perimetro prospettico.
Per Nils-Udo la natura resta lo spazio essenziale di ogni esistenza, campo di infiniti relazionamenti e di definite presenze; egli si sposta di continuo nel paesaggio e con scarti spesso solo minimi è in grado di potenziare un’inedita dimensione costitutiva resa visibile attraverso la messa in risalto di interne concordanze e di acute asimmetrie, apparenze tesissime e insieme fragili”.

A proposito della rilevanza di Nils-Udo in campo fotografico così scrive nell’introduzione al catalogo della mostra Wolfgang Becker direttore della Ludwig Forum für Internazionale Kunst di Aachen “nella rappresentazione della natura di Nils-Udo è assente ogni cinismo intellettuale che offuschi, impedisca o renda impossibile la produzione di immagini. Da quando nel 1972 Nils-Udo ha cominciato a lavorare nella natura, non ha mai realizzato un’immagine al cui centro non fosse se non il suo stesso intervento nella natura, la quale gli fornisce lo strumento, i materiali, lo sfondo, il “supporto iconico”. In ciascuna delle sue immagini, v’è l’eco diretta di una scultura, di un evento della pittura, di un’opera grafica in filigrana, di un environment.
Nelle immagini di Nils-Udo la natura sembra essere realmente se stessa eppure è sino in fondo opera dell’uomo. A lungo l’artista si è sforzato di far apparire l’intervento umano quanto più naturale possibile, escludendo la presenza umana. All’inizio del suo lavoro Nils-Udo stava nella natura come uno straniero, e nella sua evoluzione un passo drammatico fu il momento in cui fotografò se stesso in una delle sue sculture. Il primo grande nido, che Nils-Udo costruì nel 1978, suggeriva nel modo più intenso tale transizione.
L’ultima immagine di un nido costruito con rami di salice, sul cui pavimento ricoperto d’erba giace un bambino nudo in posizione fetale, realizzata dall’artista nel 1996 per la registrazione video di Peter Gabriel, che sarà impiegata nella 2000 living planet campaign”.

La mostra alla Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo composta da 200 immagini fotografiche, molte di grande formato è completata da una grande istallazione ambientale realizzata per l’occasione nel Parco Suardi adiacente alla sede della Galleria.



GAMC – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea , via San Tomaso 53,
Orari: tutti i giorni 15.00-22.00, domenica 10.00-19.00, martedì chiuso, Tel . 035.399527
Ingresso libero
Dal 19 luglio al 27 agosto 2000



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