Romano Cagnoni è il primo fotografo che riesce a entrare clandestinamente a Dakka, città occupata e chiusa ai giornalisti durante la guerra del Bangladesh. Nel 1973 è in Israele e nel 1975 in Cambogia. Ma la sua attività continua anche in Sudamerica dove documenta, insieme a Graham Greene, il Cile di Allende; proseguendo poi per il Brasile e il Paraguay. Nel 1982 è l’unico in grado di fotografare gli aeroporti in Argentina durante la guerra delle Falklands. Nel 1980 è in Afghanistan dove fotografa di nascosto l’Armata Rossa e nel 1995 si trova a Grozny in pieno conflitto ceceno.
Il direttore del Times, Harold Evans, nel libro Pictures on a page lo cita fra i sette fotografi più famosi del mondo.
In Italia ha realizzato, tra l’altro, un libro sulla sua città natale Pietrasanta e ha documentato i danni causati dal terremoto ad Assisi. Quest’anno ha lavorato in Medio Oriente per conto del settimanale Newsweek.
Romano Cagnoni ha collaborato, inoltre, con l’Agenzia Magnum e con i principali settimanali del mondo. Nel 1970 ha ricevuto negli Stati Uniti l’Overseas Press Club Award, per i suoi reportages dal Biafra e, nel 1992, la medaglia di bronzo dell’Art Directors Club of Germany.
La mostra, curata da Renzo Zorzi, è organizzata dal Centro Internazionale d’Arte e di Cultura di Palazzo Te. Il catalogo sarà edito da Electa.
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Che ne dici di un WE a Mantova in Ottobre a visitare la città e la mostra?
Bye
Romano è il mio fotografo preferito, dotato di una profonda sensibilità, e sono fiero di averlo conosciuto.